Scatta la corsa a Marte, il 2003 ricco di esplorazioni

Da maggio a luglio sarà tutto un andirivieni di sonde, robot e navicelle in partenza per il pianeta rosso. Quest'anno l'avvicinamento in opposizione di Marte è storico per cui saremo particolarmente vicini

ROMA - Prossima tappa Marte. Ed il 2003 sarà l'anno del pianeta rosso. Da maggio a luglio sarà, infatti, tutto un andirivieni di sonde, robot e navicelle in partenza per il cosmo. Con scienziati americani, giapponesi ed europei, tra cui molti italiani, pronti a giocarsi il tutto per tutto. Tutti insieme. E tutti nel 2003.
"Per una serie di circostanze astronomiche che avvicinano Marte alla Terra, il 2003 è l'anno più indicato per cominciare l'avventura su Marte" spiega l'astrofisico Vittorio Formisano, pioniere italiano delle missioni sul pianeta rosso e "papà" del Planetary Fourier Spectrometer, lo spettrometro Pfs che andrà a ficcare il naso nei segreti del pianeta.
La prima missione a partire sarà quella della Nasa che, tra il 22 maggio e il 4 luglio, con un lancio da Cape Canaveral, porterà in orbita due sonde con due rover semoventi a 6 ruote motrici, di generazione avanzata rispetto al Pathfinder del '96, con il compito di scavare e rilevare campioni di terreno.
Poi sarà la volta, tra il 23 maggio ed il 6 giugno, della missione europea Mars Express. Infine, nello stesso periodo, anche la sonda giapponese Nozomi che, lanciata nel 1998, entrerà proprio quest'anno nell'orbita di Marte per approdare finalmente sul pianeta rosso. Nasa ed Esa contano di fare atterrare i propri strumenti su Marte a dicembre prossimo, a ridosso del Natale.
Insomma quest'anno prende il via la conquista di Marte. E tutte queste missioni sono state pensate per far sapere al mondo se lassù c'è acqua, c'è vita. Se potremo un giorno piantarci le nostre tende. Fantascienza?
"No. Scienza allo stato puro" assicura Formisano. Che aggiunge: "Si parte per avere risposte. L'acqua c'è. Ne sono convinto". E la vita? "Stiamo andando a cercarla". E l'uomo su Marte? "E' una grande scommessa. Che vinceremo. Ma non ora. Ci vorranno almeno venti, forse trent'anni prima che l'uomo possa approdare su Marte" afferma il pioniere italiano della conquista di Marte. Che racconta tutti i segreti di un anno che segnerà la storia del progresso dell'uomo.
In molti ritengono che l'obiettivo di portare l'uomo su Marte sia quello di trovare un altro posto dove vivere quando la Terra diventerà inospitale. "Non credo. Se ci daremo tutti una calmata, - sottolinea lo scienziato - l'uomo non dovrà andare su Marte perché si è reso impossibile la vita sulla Terra".
"Piuttosto perché così potrà produrre tecnologie per rendersi la vita più comoda. Migliore. Forse più lunga" afferma Formisano, 62 anni, gli ultimi 15 passati a studiare, pensare, progettare e calibrare, come leader di un team di 50 scienziati sparsi per il mondo, il Pfs, uno degli strumenti chiave della missione europea del'Esa, Mars Express, che vede anche l'Italia in prima linea. La missione partirà appunto tra maggio e giugno di quest'anno.
Ci siamo quasi. Ma, insomma, perché tutti su Marte nel 2003? "E' vero. - ammette Formisano - questo sembra proprio l'anno di Marte. D'altra parte un motivo tecnico c'è. Quest'anno - ricorda - l'avvicinamento in opposizione di Marte è storico. Ogni due anni c'è l'opposizione, cioè Marte è allineato con la Terra ed il Sole. Però, siccome l'orbita di Marte è più eccentrica, cioè ha forma di ellisse mentre quella della Terra ha forma circolare, capita abbastanza raramente che ci siano periodi in cui è davvero più vicino al nostro pianeta. E questo accade nel 2003".
"Questa combinazione astronomica lo avvicina a noi e rende più semplici i viaggi. Inoltre - aggiunge - Formisano, essendo Marte più vicino, non solo è più facile arrivarvi, ma è anche più facile portare strumenti pesanti su Marte".
"Ma non è solo questo. C'è anche - dice Formisano - una serie di coincidenze vere e proprie ad aver messo sul nastro di partenza i rover americani, il Mars Express europeo e la missione Nozomi giapponese tutte nel 2003. Per quanto riguarda i giapponesi, poi, in realtà la loro missione era stata lanciata già da quattro anni, ma per il malfunzionamento del motore, è stata allungata di molto la traiettoria e quindi è stato posticipato l'arrivo su Marte".
Importanti, inoltre, gli obiettivi della missione europea Mars Express, che rilascerà il lander Beagle 2 che scenderà su Marte con un paracadute e un pallone. Una volta arrivato sul pianeta comincerà a fare fotografie e rilevamenti.
"Questi esperimenti andranno a cercare tracce di vita presente o passata. Il mio esperimento, il Pfs, invece sarà sull'Orbiter, il satellite che sarà in orbita intorno a Marte. Beagle per me è importante perché fa una serie di misure di pressione, temperatura dell'atmosfera e dei venti che potremo poi correlare con le misure che faccio con il mio esperimento dall'Orbiter".
Formisano, inoltre, partecipa anche ad un altro esperimento per il quale ha realizzato, con il suo team di ricercatori, una camera iperspettrale che prenderà immagini di Marte.
"L'esperimento con la camera iperspettrale è un esperimento complementare a Pfs di cui, invece, sono responsabile io e che ho realizzato con un team di 50 ricercatori distribuiti fra Russia, Polonia, Germania, Francia Spagna e Italia" spiega lo scienziato italiano.
"Mars Express, inoltre, ha ereditato tutti i sistemi e sottosistemi dalla missione Rosetta. E per questo è stata realizzata velocemente, tanto da essere battezzata, appunto Mars Express. Ora - conclude Formisano - il satellite per Mars Express sta a Tolosa, da lì, a febbraio, al più tardi marzo, deve essere assolutamente a Baikonour, in Kazakistan, da dove sarà lanciata in orbita".

http://www.gdmland.it/scienza/canale_notizia.asp?ID_NOTIZIA=87713; collaborazione di Margherita Campaniolo.