NEOPAGANI A MILANO

Questa conversazione si svolge nel novembre del 1995 nell'accogliente studio di Antonino De Bono, in via Friuli 4 a Milano. Il nostro interlocutore è una persona gentile e preparata.

Critico d'arte, perito del Tribunale, De Bono è da anni editore della rivista Arte più arte. All'apparenza, un uomo normalissimo e comune, se non sapessimo di avere di fronte il fondatore del nuovo culto ellenico-pagano.

"Il neopaganesimo - inizia De Bono -è stato da me restaurato in Europa nel 1984, quando fondai la rivista Il teurgo, una pubblicazione di profetismo, magia e scienza oracolare che si rifaceva al pensiero del filosofo neoplatonico Giamblico e alle tecniche teugiche degli antichi egizi. Fondando i Centri neoellenici di religiosità politeista ho messo in moto un movimento di rottura, chiamato impropriamente neopagano, le cui basi erano già state gettate nel secondo dopoguerra. Scopo di questo movimento è ricostituire il paganesimo, ovvero riabilitare la vecchia religione greco-romana".

Con queste parole De Bono, da molti considerato il Pontefice Massimo del neopaganesimo (carica alla quale però il nostro non tiene), ci ha svelato per la prima volta molti dei segreti dei seguaci degli antichi culti.

"Non siamo pagani- ha continuato - ma neoellenici. Questo significa che noi riprendiamo la tradizione religiosa precristiana. Recuperiamo nella loro forma originaria gli antichi riti romani, come pure le tradizioni magiche egiziane ed orientali. Naturalmente, non crediamo nel cristianesimo, pur rispettando la figura di Gesù, non come Dio ma come uomo".

I neoellenici, un centinaio quelli ufficiali, oltre un migliaio compresi i simpatizzanti, credono neglle divinità del mondo classico, o meglio, nei miliardi di forze operanti della natura che costituiscono l'universo. "Da dove provengano queste forze - continua De Bono - non si sa; noi abbiamo soltanto cinque sensi e non possiamo pretendere di conoscere che cosa è Dio. Ma noi crediamo che la somma di tutte queste forze potenti e sconosciute sia Dio.

"Dio è la legge universale che regola tutto l'universo. Noi non crediamo in un dio con la barba come i cristiani. Questa raffigurazione ci sembra banale, puerile. Crediamo invece in un ordine in cui tutto si rinnova. Ogni essere nasce, opera e muore e torna nell'alveo materno per ricominciare da principio.

Certo, le nostre divinità sono Marte, lo spaventoso dio della guerra, Mercurio il signore della magia, Venere la dea dell'amore, Zeus, il creatore dell'atmosfera. Ma non confondiamole con le raffigurazioni un po' infantili dei libri di scuola. Le nostre divinità non sono altro che forze della natura, antropomorfizzate dagli antichi, che ci circondano da sempre e di cui siamo impregnanti sin da bambini. In un certo senso tutti noi siamo pagani... In questo secolo sono stato io il primo, sulla scia di molti pensatori, ad espormi in prima persona per ribadire questa verità. Ma già trecento anni fa il grande studioso Giordano Bruno, accostandosi alla filosofia, aveva compreso che la vera essenza di Dio sono le forze della natura. E per avere osato ribadirlo, ribellandosi al cristianesimo, è stato bruciato vivo a Campo de' Fiori. Dopo essere stato mutilato alle corde vocali, affinchè non potesse urlare al mondo la sua verità. Che democratici, questi cristiani..."

IL CRISTIANESIMO VISTO DAI PAGANI

Il fatto che i neopagani non possano essere in buoni rapporti con il cristianesimo è abbastanza ovvio. "Ci accusano di avere perseguitato i cristiani per tre secoli, sino all'editto dell'imperatore Costantino, che riconosceva la libertà di culto. É vero. In compenso, noi siamo stati perseguitati dai cristiani per 1700 anni. Mi sembra che la sproporzione sia davvero enorme. Diciamola, la verità. Il cristanesimo ha distrutto ogni traccia della romanità e del paganesimo per duemila anni. Una volta ottenuta la libertà di culto, i cristiani hanno tramato sino a che sono riusciti ad affossare tutte le altre religioni. Questo è stato un atto totalitario e antidemocratico verso la comunità romana che li aveva ospitati. In più, come religione di stato, i cristiani hanno perseguitato i pagani, abolito il calendario romano, distrutto o manipolato le cronache storiche, sovvertito l'ordine preesistente. Tutti gli splendidi monumenti frutto dell'ingegno dei massimi artisti classici sono stati distrutti o abbattuti per costruire le loro case. E queste case sono state edificate con le spalle al Palatino, in segno di disprezzo.

I templi sono stati cristianizzati e gli antichi dei rinnegati. E si è disgregata la tradizione romana, che aveva trasformato l'Urbe in un faro di civiltà per tutto il mondo, abbattendo tutti simboli dell'impero. Si è rinnegata la divinità dell'imperatore, si è rimossa dal Senato la statua della Vittoria, il simbolo che aveva guidato tutte le armate alla conquista del mondo, mentre quella del Genio è stata fatta a pezzi; tutti i ribelli all'impero, condannati in base alle leggi di allora, sono stati innalzati agli altari come martiti, mentre si sono criminalizzati i grandi condottieri di un tempo...

In questo senso possiamo dire che la caduta dell'Impero Romano non è stata causata, come continua a ripetere la storiografia cristiana, dalla decadenza dei costumi o dalle invasioni barbariche, ma dal colpo di stato interno condotto dai cristiani che, rinnegando i capisaldi della cultura romana, hanno minato alle fondamenta l'unita del popolo di Roma. Sfortunatamente i pagani avevano una religione aperta a tutti, anche ai cristiani. E proprio questi ultimi hanno avuto gioco facile nell'intrufolarsi all'interno delle strutture dell'Urbe per disgregare il paganesimo, combattendo l'ideale della romanità..."

Indubbiamente la storia della nostra religione, vista dall'ottica degli sconfitti, assume un significato decisamente diverso.

CELEBRAZIONI PER GLI DEI

Il sogno segreto dei neoellenici è ricostituire il paganesimo di un tempo, libero, aperto e tollerante. Naturalmente in forma più attuale. Non si adorerà più Zeus ma la Luce Eterna; gli antichi riti verranno riammodernati e si recupereranno i valori di una volta.

Nel frattempo i neopagani si limitano a celebrare le loro funzioni seguendo un cerimoniale codificato, ricostruito grazie agli studi di Antonino De Bono.

"I nostri riti - prosegue il noto critico d'arte - si basano sulla teurgia. Si tratta di un'antica tecnica che risale ai neoplatonici Porfirio, Proclo, Plotino e Giamblico e che permette di mettersi in comunicazione con le entità viventi dell'universo. La teurgia è divisa in due parti, una palese ed una segreta. Io sono riuscito a ricostruire una parte di quella segreta grazie ad accurate ricerche iniziate nel 1942. Questi risultati rappresentano il nostro segreto. Per quanto riguarda invece la cerimonialità palese, essa è un rituale ario-iranico dedicato al dio Mitra. Esiste un testo teurgico molto antico, scritto in greco e chiamato Gran papiro magico, custodito alla Biblioteca di Parigi. É stato scoperto al Cairo, diversi anni or sono, da un console italiano con la passione dell'archeologia. Tradotto in diverse lingue, questo testo teurgico insegna la tecnica per attingere alle energie del Sole.

Per quanto riguarda invece i riti segreti, posso dire che diverso tempo fa ho celebrato una funzione nel nostro tempio alle porte di Milano. Si trattava di un rito in onore della dea romana Fornace, la linfa benefica del fuoco. Abbiamo costituito un cerchio magico formato da adepti che si alternavano in base al sesso. Ogni maschio era separato da una femmina. Costoro erano vestiti con lunghe tuniche bianche mentre l'officiante, cioè il sottoscritto, indossava una veste rossa con cappuccio. La nostra medium, la sibilla, è andata in trance, ascendendo verso l'Entità del fuoco, e per mezzo suo si è manifestata la Dea. Preannunciando un terremoto in Jugoslavia e la guerra in Bosnia, fatti poi regolarmente verificatisi. La cerimonia è poi terminata con la benedizione agli dei (a differenza dei cristiani non è Dio che benedice noi ma il contrario), mentre una giovane ha sparso a terra dei petali di rosa, simbolo di purezza. Io, che impugnavo un gladio di acciaio,ho invocato la Dea benedicendo tutti focolari ed i forni, a salvaguardia della sicurezza di tutte le abitazioni.

Un altro rito, questa volta di matrice egiziana, è stato poi praticato alcuni anni fa in onore di Akhenaton, il faraone Amenophis IV, grande devoto del dio Sole Aton. Questo rituale perduto, ma da me recuperato, serve ad inneggiare alla luce benefica del Sole, creatrice della vita. Attraverso la sibilla ho rievocato lo spirito di Akhenaton e della sua sposa, la bellissima Nefertiti, e li ho benedetti, affinchè trovino pace e conforto nell'aldilà. Da allora non ho più celebrato nessun rituale segreto, perchè mi rendo conto che il mondo si è troppo corrotto e si è persa la purezza originale che ci avvicinava agli dei..."

IN COMUNIONE CON L'AKASHA

La religione di De Bono, così tollerante e rispettosa della natura, non può non suscitare tenerezza. I neoellenici ricercano una comunione con la Terra che risale ai miti dell' Età dell'oro.

Profondamente ostili alla violenza, come pure ai sacrifici cruenti, i nuovi pagani hanno una concezione tutta particolare del rapporto con la divinità.

A differenza del mago, che utilizza a proprio vantaggio le forze della natura, il neopagano prega ed invoca gli dei, fatto veramente unico, per cercare di portare loro aiuto!

Assistiamo dunque ad un capovolgimento della religiosità tradizionale. L'officiante non prega per sè, per avere conforto, ma per fornirne agli dei. In questo modo si viene a creare non già un rapporto di timorosa sudditanza ma di amicizia e reciproca benevolenza fra l'uomo e Dio.

"É così - prosegue De Bono - che il neopagano, attraverso la teurgia, può salire sino all'Empireo, nel serbatoio cosmico ove affluiscono i ricordi, gli atti degli uomini, le nostre immagini, i nostri sogni, i nostri proponimenti. Sto parlando di quella fonte inesauribile di informazioni che gli indù chiamano Akasha e alla quale noi possiamo attingere, sviluppando facoltà inimmaginabili.

Ma occorre fare attenzione. Bisogna conoscere a fondo la parte segreta della teurgia, altrimenti si rischia la follia. Prendiamo ad esempio il rituale della comunicazione con il dio Sole Aton. Il teurgo, in stato mistico, riesce a visualizzare il nostro astro, che è un essere vivente che si muove secondo una struttura cosmica e che non ha intelligenza. In questa fase il praticante può ospitare dentro di sè la potenza energetica del Sole, ma occorre molta cautela. Può difatti succedere che salendo in astrale negli alti strati dell'atmosfera, viaggiando attraverso lo spazio, si possa essere catturati dagli eoni del Sole ed impazzire...Qualsiasi atto magico, prima di essere praticato, necessita dunque di una competenza specifica che non si acquisisce da un giorno all'altro."

Per questo motivo De Bono ha scritto per i suoi affezionati un interessante libro di magia rituale e teurgia iniziatica. Un volume che certamente può incuriosire anche chi non crede al paganesimo o alla teurgia e che, pur non contenendo certamente le tecniche iniziatiche più segrete, merita comunque di essere letto.