La guerra infinita....

di Simone Cumbo

Non è facile, in una guerra senza immagini e dove la censura la fa da padrona, cercare di riflettere su quello che sta realmente succedendo in Iraq.

Ma procediamo per ordine, con due news prese dall'agenzia di stampa www.radioitaliana.it;

Incredibile: Aggiornamento delle 16.55. Il massacro del mercato è sparito anche dalla pagina internazionale della CNN. Questa, a partire dalle 16.24 apre con visi festanti di iracheni per i primi aiuti in arrivo nel porto di Umm Qasr. La notizia del mercato non è stata fatta scalare, è stata fatta scomparire direttamente dalla prima pagina dopo appena 51 minuti. La notizia non compare più nemmeno cercandola da motore di ricerca. Senza commento.

Altri due post, uno delle 15.00 ed uno delle 16.05 inseriti su radioitaliana:

26-3, 15.00 - Bugie, censura, occultamenti.
Le bombe intelligente, come fossero stupide bombe serbe, colpiscono il povero mercato di un quartiere popolare di Bagdad. A cinque ore e mezzo dal massacro del mercato di Bagdad i principali media statunitensi, da CNN, al New York Times, alle stesse Google News, ignorano, minimizzano o smentiscono. La vera faccia della libertà di stampa negli Stati Uniti, mentre le Fox News millantano che il movimento pacifista mondiale sarebbe finanziato nientepopodimeno che... da Fidel Castro!!!

Aggiornamento delle 16.05.
Le cose bisogna capirle. E non sempre è facile. Il sito della CNN in inglese, in quanto tale, ha due versioni, una statunitense ed una internazionale. Solo l'edizione internazionale, solo dalle 15.33, ora di Roma Monte Mario, sei ore dopo il massacro, riporta la notizia e l'ammissione di responsabilità del Pentagono. Sulla versione statunitense nulla di tutto questo. La notizia NON esiste, si trova solo tramite motore di ricerca a partire dalle 15.58, e scompare del tutto l'ammissione di responsabilità del Pentagono. Si citano generiche fonti ufficiali irachene.

La censura evidentemente in USA è molto forte.....

Ma veniamo ora alla guerra "lampo" ;

da "Il Messaggero" 25-03-03

"IL MIO amico Saddam Hussein me lo ha detto recentemente con assoluta convinzione e chiarezza: se gli americani vogliono invadere l'Iraq, debbono schierare almeno un milione di uomini; se saranno di meno, riusciremo a respingerli". Hani Al-Khasawneh, 63 anni, uno dei più noti avvocati giordani, per tanti anni in politica (ai tempi di re Hussein è stato ministro della cultura e dell'informazione, ambasciatore a Bucarest, Mosca, Parigi e all'Onu), conosce da tempo Saddam ("nel bene e nel male", dice), ha militato con lui da giovane nel partito nazionalista arabo Baath, ed è pronto a scommettere che il raìs non si farà da parte, come qualcuno, in Occidente, spera ancora. "Andrà avanti fino alla fine, a meno che la "seconda superpotenza", l'opinione pubblica mondiale, non riesca a convincere i belligeranti a trovare una soluzione politica".
Dottor Al-Khasawneh, gli americani speravano in una guerra-lampo e invece si trovano di fronte ad una dura resistenza irachena. Era da aspettarselo?
"Gli americani sono stati ingannati dalle informazioni del Mossad, i servizi israeliani. Una vera e propria trappola in cui è caduta anche la Cia. Si pensava ad una sollevazione interna, ad una rivolta dell'opposizione irachena e degli sciiti. Non è stato così e non sarà così neppure nei prossimi giorni. Di fronte ad una minaccia esterna, anche quelli che sono contro Saddam si schierano dalla sua parte. Né va dimenticato che il raìs, da tanti anni al potere, può contare ciecamente sulla fedeltà di quasi un milione e mezzo di uomini appartenenti al suo partito, ben indottrinati e armati".
Anche negli ultimi anni lei ha parlato spesso con Saddam; lo ha trovato trasformato rispetto agli anni giovanili, quando condividevate le stesse idee socialiste nel partito Baath?
"Ha fatto sicuramente degli errori, come l'occupazione del Kuwait nel '90, ma non è lo spietato dittatore di cui si parla in Occidente. Nei suoi confronti c'è stata una demonizzazione ingiustificata, incredibile associare il suo nome a quello di Bin Laden, sono due mondi diversi. E anche sul problema dei curdi circolano molte leggende: il regime iracheno si è comportato nei loro confronti molto meglio della Turchia o dell'Iran".
Gli anglo-americani stanno compiendo errori nella conduzione di questa guerra?
"Conosco bene gli Usa, mio figlio vive lì da anni. Anzitutto non si vince una guerra quando metà del tuo popolo è contrario. E poi non si può andare all'assalto sperando in una rivolta interna che non ci sarà mai. Inutile anche raccontare tante bugie, come quella dei sosia di Saddam. Sono tutte sciocchezze".

L'Iraq come il Vietnam?

Tutti i segnali, purtroppo, sembrano non escludere questa possibilità.....