Columbia, ci sono nuove fotografie
Le immagini e il recupero di un frammento d'ala potrebbero chiarire i motivi del disastro

WASHINGTON - Una serie di immagini degli istanti finali del Columbia catturate da potenti macchine fotografiche militari potrebbero aiutare la Nasa a svelare il mistero della tragedia della navetta spaziale. Le foto sono state scattate da apparecchiature dell'Air Force mentre il Columbia transitava sul New Mexico, pochi secondi prima della esplosione dello shuttle sul cielo del Texas.

Speranze sono state sollevate anche dal ritrovamento nei pressi di Fort Worth (non lontano da Dallas) di un massiccio frammento di un'ala del Columbia. Non è ancora possibile capire se si tratta dell'ala sinistra, quella dove sono stati segnalati i primi problemi della navetta nella fase del rientro sul pianeta.

E' inoltre significativo che il frammento dell'ala del Columbia sia stato trovato nell'area di Fort Worth, molto più a ovest di dove sono stati rinvenuti gli altri detriti, indicando che le ali della navetta si sono staccate dalla navetta nella fase iniziale della emergenza.

La Nasa ha ricevuto oltre 1300 immagini, tra foto e video, da parte di dilettanti e di strutture militari che sono riusciti a cogliere le fasi finali del drammatico rientro del Columbia. Tra le immagini inviate alla Nasa ci sono anche quelle scattate dal telescopio Starfire, specializzato nel fotografare satelliti in orbita terrestre, in grado di fornire dettagli di pochi centimetri di satelliti distanti mille chilometri.

La Nasa, che ha trasferito ieri ufficialmente la direzione dell'inchiesta a una commissione esterna presieduta dall'ammiraglio Hal Gehman, continua a non escludere alcuna causa.

Documenti e rapporti emersi ieri sui media americani rivelano che i problemi delle navette shuttle con i micro meteoriti sono stati in passato più frequenti di quanto finora reso pubblico (quasi dopo ogni missione alcune parti delle navette sono risultate danneggiate dagli impatti con i micro oggetti).

In numerose manovre di rientro sulla Terra delle navette erano stati registrati aumenti anomali di temperatura simili a quelli segnalati nei minuti finali della missione del Columbia. Lo stesso Columbia in almeno due occasioni, nel 1989 e nel 1995, aveva accusato gli aumenti di temperatura e strappi improvvisi a un'ala (sempre compensati comunque dal computer di bordo).

Le ricerche dei frammenti del Columbia sono proseguite ieri nella vasta area del Texas orientale dove la pioggia di detriti è stata più fitta. Oltre 12mila frammenti, alcuni grandi come una monetina, sono stati restituiti alla Nasa che sta trasferendo tutto quanto in un hangar della base aerea militare di Barksdale (in Louisiana) dove si cerca di ricomporre il gigantesco puzzle del Columbia.

La Nasa ha annullato la prossima missione shuttle in programma il 1 marzo. Ci vorranno probabilmente molti mesi prima di assistere a una nuova missione spaziale dello shuttle anche se la necessità di recuperare i tre astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è destinata ad accelerare i tempi.


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