MESSAGGI NEL CAMPO PENSIERO

L'equivoco nella valutazione dei dati di laboratorio, sostengono alcuni parapsicologi, risiede nell'ambiguità della chiaroveggenza stessa. Occorre stare attenti quando trattiamo questo fenomeno. In genere si pensa a visioni che solo i sensitivi riescono ad avere, ed in maniera strettamente soggettiva. Ma non è così. Sappiamo che con determinate discipline, come ad esempio lo yoga, è possibile produrre dei fenomeni di bilocazione. Una persona in fase di sdoppiamento può trasportarsi in un'altra parte della Terra con un ritardo sugli eventi, dovuto alla differenza del fuso orario. Quando questa persona rientrerà in sé, parlerà di visioni future o chiaroveggenze. In realtà dovremmo parlare di bilocazione. E un altro fenomeno spesso confuso con la veggenza a distanza è la telepatia. Quest'ultima, che è un fenomeno sostanzialmente assai differente, esiste senz'altro. La sperimentazione in laboratorio ha dimostrato che ciò che viene prodotto a livello mentale (l'immagine telepatica) può ripercuotersi sul campo pensiero o campo P. di un'altra persona. In pratica, può succedere che un soggetto emetta un pensiero, consciamente o inconsciamente, trasferendolo a distanza nel campo P., ovvero nella mente ricettiva, di un'altra persona. Non è nulla di più che una comunicazione telepatica fra un agente trasmettitore ed un ricevente. Solo che quest'ultimo riceve il messaggio o le immagini senza saperlo e per questo crede di avere avuto una propria veggenza.

Questa trasmissione del pensiero può avvenire solo se si verificano due combinazioni: in primis, il ricevente deve avere, per usare un termine tecnico, una spiaggia di ascolto delle onde pensiero. Deve cioè avere una mente predisposta. E in secundis l'onda pensiero, per essere captata, deve incrociare un nodo magnetico, o una qualsiasi altra forma di energia libera terrestre (che gli esoteristi chiamano nodo geobiologico). Quest'onda è, per usare un termine nautico, un'onda di traverso, cioè un'anomalia, una perturbazione fisica capace di amplificare le particelle alfa emesse dal telepate, in modo che qualcuno le capti molto più chiare e nitide. Queste visioni sono dunque anomalie nei campi pensiero di chi riceve. Secondo questa ipotesi Swedemborg assisteva all'incendio di Stoccolma solo perché altri telepati, che si trovavano sul posto ed erano presi dal terrore, stavano trasmettendo inconsciamente nello spazio le immagini che stavano vedendo. Tutto ciò, apparentemente, non cambierebbe molto la sostanza di queste veggenze, se non fosse che il pensiero captato subisce spesso una manipolazione interpretativa dal ricevente. Molte di queste visioni vengono così distorte dalla fantasia o dalle credenze del soggetto captante.

Sia come sia, molti anni di sperimentazioni in laboratorio non hanno ancora risolto l'enigma della chiaroveggenza. Sulla cui origine, altrettanto misteriosa, così si espresse nel 1917 il

biologo sovietico Ivan Mechnikov: "La chiaroveggenza può essere una caratteristica atavica trasmessa dagli animali. É possibile che essa risvegli particolari sensazioni atrofizzate nell'uomo, ma ancora vive e presenti nel mondo naturale...".