La guerra sui giornali arabi
di Margherita Campaniolo




Notizie dal Mediterraneo - L'attacco, le ultime ore prima della scadenza dell'ultimatum, le preoccupazioni per le vittime civili e per i profughi sono i temi affrontarti dei giornali arabi; qualcuno con un'edizione straordinaria.
Negli editoriali si esprimono preoccupazioni per la stabilità della regione, per l'unità dell'Iraq e per il futuro delle relazioni diplomatiche nell'ONU, in seguito allo strappo di Bush. Non manca certamente l'accusa a Saddam Hussein di essere il "padre di tutte le disgrazie", come scrive il direttore dell'egiziano Al Akhabr, Jalal Douedar.




Egitto - Mubarak: la sicurezza nazionale egiziana al primo posto

Il presidente Mubarak si è rivolto, alla vigilia della scadenza dell'ultimatum USA, al pubblico con un discorso televisivo deciso e sincero. "Questa guerra è densa di pericoli per la regione e causerà destabilizzazione per lunghi decenni". Gli arabi, ha detto il presidente egiziano, devono rimanere uniti e tentare tutto il possibile per salvare il popolo iracheno dalle sofferenze ed evitare all'Iraq la spartizione. Ma non ha risparmiato critiche alla politica della leadership irachena: "la situazione in cui ci troviamo oggi è la figlia dell'invasione del Kuwait nel 1990 e la mancata lungimiranza della leadership irachena nel cercare di creare un clima di fiducia con i suoi vicini".

Fonte: Al-Ahram.


Giordania: a Rueishid i primi arrivi dei profughi

A pochi chilometri dal confine iracheno, la città di Rueishid si sta preparando ad accogliere migliaia di profughi che lo scoppio della guerra provocherà. Le autorità locali e centrali hanno predisposto due campi profughi attrezzati ciascuno della capienza massima di 25 mila rifugiati. Saranno campi di transito e la gestione sarà affidata alla Mezzaluna Rossa giordana (equivalente della Croce Rossa).
La preoccupazione maggiore del governo riguarda il lievitarsi dei prezzi, soprattutto dei carburanti. Non sono sufficienti le raccomandazioni e l'assicurazione che il governo ha già garantito il flusso di petrolio alternativo a quello iracheno. Il prezzo del passaggio da Baghdad a Rueshid è passato da 70 a 750 dollari.

Fonte: Addustour (Amman, governativo di proprietà pubblica).


Iran-Iraq: Scambio di prigionieri tra Baghdad e Teheran

Alla vigilia dell'attacco anglo-americano, Iraq ed Iran accelerano lo scambio dei prigionieri di guerra. Nelle ultime 48 ore, 1239 persone hanno attraversato la frontiera di Khosroi nelle due direzioni: 888 iracheni e 351 iraniani. Rimangono ancora in Iran 350 prigionieri di guerra iracheni che verranno rilasciati entro un mese. Dopo 14 anni dalla fine della guerra Iran-Iraq, i due paesi non hanno firmato un trattato di pace e le relazioni diplomatiche sono a livello di incaricato d'affari. Teheran ha ritirato il suo corpo diplomatico da Baghdad poche ore prima della scadenza dell'ultimatum.

Fonte: Asharq Alawsat ( quotidiano indipendente di proprietà privata saudita).


Baghdad: "La guerra non sarà una passeggiata"

L'ora x è arrivata. Gli anglo-americani attaccano Baghdad e le loro truppe dal Kuwait avanzano verso nord. Il governo ed il Parlamento iracheni hanno respinto ieri l'ultimatum e promesso resistenza fino all'ultimo. "Non sarà una passeggiata", ha detto il ministro dell'informazione Sahhaf. Dal mondo arabo i segnali della vigilia erano contradditori. L'Arabia Saudita, per timore di sollevazioni ha affidato al principe Abdalla la lettura di un messaggio di re Fahed nel quale prende le distanze da questa guerra e si sostiene che la monarchia saudita ha fatto di tutto per evitare il conflitto. In Kuwait invece si moltiplicano i segni di gioia frammisti al timore di attacchi chimici. Dal Cairo, invece, il presidente Mubarak in un discorso alla nazione ha confermato il giudizio negativo su questa guerra, che si poteva evitare con maggiore diplomazia e collaborazione. Ha però addossato sul presidente iracheno la responsabilità della situazione attuale perché, ha detto, la leadership irachena non ha messo in campo nessun tentativo per creare fiducia reciproca con i vicini.

Fonte: Al-Arab (Londra, indipendente di proprietà privata libica. Di orientamento nazionalista)



Israele: a poche ora dalle ostilità, gli USA forniscono aiuti a Israele per 9 miliardi di dollari

La Casa Bianca fornirà aiuti al governo israeliano per 9 miliardi di dollari, in quattro anni, di cui un miliardo in donazioni militari a fondo perduto. Lo ha detto la consigliera per la sicurezza nazionale, Rice al ministro delle finanze israeliano, Netanyahu. E' il prezzo che Washington paga per la collaborazione fattiva ma silenziosa di Israele nella campagna di Baghdad. Israele però sperava di ottenere di più. In particolare, Netanyahu aveva chiesto 2 miliardi di dollari come donazioni militari a fondo perduto.

Fonte: Assafir (Beirut, indipendente. Secondo giornale libanese per diffusione) di proprietà privata libica.

Tratto da Il Corriere della Sera.