Virus killer,sospetti bioterrorismo
Ipotesi avanzata da un infettivologo

Di M. Campaniolo


I sospetti di bioterrorismo dietro il misterioso virus killer Sars aumentano. E' l'opinione dell'infettivologo dell'ospedale San Martino di Genova, Dante Bassetti, che sta seguendo uno dei due malati italiani. In un'intervista all'agenzia stampa Adnkronos, il medico sostiene che "in natura non si creano virus o batteri nuovi" e non esclude che quello proveniente ad Hong Kong sia stato modificato con operazioni di bioingegneria.
Bassetti non vede chiaro nella nascita dell'agente virale che sta terrorizzando tutto il mondo. "Resto della mia idea di partenza" dichiara. Un punto di vista che "sono stato il primo a esprimere ma che so condiviso anche dal mio collega milanese Luigi Allegra, insieme al quale ho scritto un opuscolo sull'antrace".

In natura, puntualizza l'infettivologo, "non si creano virus o batteri nuovi nel senso stretto del termine. Quando si parla di germi 'nuovi' ci si riferisce a microbi 'vecchi' che sono mutati". Molti virus e batteri "sviluppano mutazioni modeste o sensibili, e le cause di tali mutazioni possono essere tre. Mutazioni naturali come quelle che interessano periodicamente il virus dell'influenza - elenca lo specialista - mutazioni legate all'impiego di antibiotici e antivirali (quelle che portano allo sviluppo della cosiddetta resistenza), oppure mutazioni riconducibili a operazioni di bioingegneria". Indotte dall'uomo, dunque, "ma non necessariamente con cattive intenzioni. Magari anche durante studi sui vaccini".

Anche se in questo caso ci si può chiedere "perché un virus sia mutato a Hong Kong, dove la vaccinazione è pratica rara, e non in altri Paesi del mondo dove invece è abitudine ben piu' diffusa". In conclusione, l'ipotesi bioterrorismo non va archiviata. Sia per la presenza in tutto il mondo di "numerosi virologi rimasti senza lavoro", cioé disposti a vendersi, sottolinea Bassetti. Sia perché "la storia ci insegna che esistono varie forme di bioterrorismo. Non necessariamente volte alla produzione di armi letali, ma anche anche alla messa in circolo di virus resistenti o modificati in modo da essere altamente debilitanti".

Nell'intervista il medico traccia poi un quadro delle condizioni di salute del primo italiano affetto da Sars, ricoverato nel suo ospedale: "Il malato, 25enne e non 35enne come è stato scritto, sta meglio - riferisce l'esperto - ma quando è arrivato da noi era gravissimo e a un certo punto ho pensato che l'avrei perso". Invece "già ieri le sue condizioni miglioravano, a riprova del fatto che questa infezione nelle mani giuste è trattabile con le armi già oggi disponibili e che la gente deve tranquillizzarsi".

Lo specialista invita infine a "smetterla con gli allarmismi", il modo in cui "il mondo sta gestendo questa emergenza è già una forma di terrorismo biologico", commenta. Tuttavia insiste su quanto sia "evidente che qualcosa non torni" e su come sia "impossibile escludere l'ipotesi che il virus colpevole, qualunque esso sia, possa essere stato mutato con operazioni di bioingegneria".

Fonte: TgCom