Controlli e ospedali attrezzati: anche l'Italia in allerta

Il Viminale attiva il piano contro un possibile attacco chimico o biologico. "Ma in questo momento il rischio non è alto"


Collaborazione di Margherita Campaniolo

ROMA - L'allarme è ancora a livello "standard", ma il piano di intervento per un attentato chimico o biologico è ormai operativo. In vista di un eventuale attacco all'Iraq, l'Italia potenzia le misure di protezione. E dispone provvedimenti per la messa in sicurezza dei luoghi e dei cittadini. Mentre gli Stati Uniti valutano l'opportunità di vaccinare le "categorie esposte" (militari, rappresentanti delle forze dell'ordine, medici che lavorano nelle strutture specializzate), il comitato interministeriale per la difesa civile, coordinato dal dipartimento del Viminale che fa capo al prefetto Mario Morcone, attiva i prefetti e dirama le regole da seguire per la gestione dei cosiddetti "eventi straordinari". "La possibilità di attentati bioterroristici - ha spiegato ieri in Parlamento il sottosegretario alla Difesa Francesco Bosi - si configura come rischio potenziale, che deve essere affrontato a tutti i livelli istituzionali. Non vi è alcun intento allarmistico ma solo la constatazione della sussistenza di una potenziale minaccia alla sicurezza di tutti i Paesi occidentali". I RISCHI - Le armi di distruzione di massa possono essere formate da esplosivo miscelato con sostanze chimiche o radioattive, oppure da agenti biologici tali da provocare epidemie, che generalmente vengono disciolti in acqua o dispersi nell'aria. L'Italia non è certamente in cima alla lista dei paesi più esposti, ma i servizi di intelligence statunitensi hanno comunque messo in guardia gli "alleati" non escludendo l'ipotesi che i terroristi di Al Qaeda scelgano come obiettivo uno degli stati che ha deciso di fornire appoggio alla politica militare di Bush.
LE CENTRALI - Tutti i siti dove è custodito "materiale fissile" sono pattugliati 24 ore su 24. Oltre alla vigilanza delle quattro centrali (Caorso, Trino Vercellese, Latina e Garigliano), ogni prefettura ha individuato le fabbriche e i laboratori di sperimentazione che devono essere tenuti costantemente sotto osservazione per evitare che vengano portate via scorte di sostanze pericolose. Le regole imposte ai responsabili delle strutture prevedono l'aggiornamento dei registri con l'annotazione dei prodotti utilizzati o smaltiti e la verifica periodica del personale operante. Sotto stretta sorveglianza anche le centrali elettriche, le postazioni delle telecomunicazioni e soprattutto gli acquedotti. In tutti gli impianti idrici sono state installate apparecchiature che consentono di misurare la variazione della percentuale di metalli presenti nell'acqua.
IL CORDONE SANITARIO - I medici di base sono stati allertati con una circolare che elenca le sintomatologie dei virus e le prime misure di intervento. In caso di epidemia è infatti fondamentale riuscire a individuare nel più breve tempo possibile i segni della malattia per evitare il contagio. L'ospedale Spallanzani di Roma (inserito nell'elenco dei 14 centri mondiali di eccellenza) è stato attrezzato per il ricovero e l'isolamento dei pazienti e può offrire 400 posti letto. Un pronto soccorso Nbc si sta attivando anche a Padova in modo da coprire la zona del nord. Il ministero della Sanità ha già provveduto a integrare le scorte di vaccino antivaiolo che sono ormai sufficienti a coprire l'emergenza nazionale.
GLI OBIETTIVI - E' lungo l'elenco dei luoghi ritenuti possibile bersaglio dei terroristi, ma il primo è certamente la metropolitana. Per questo il Viminale ha sollecitato i prefetti di Roma, Milano, Napoli e Genova affinché tutte le linee vengano pattugliate giorno e notte. Agenti di guardia sono stati posizionati agli ingressi, davanti alla sala macchine, ma anche sui convogli. L'unico precedente riguarda la metropolitana di Tokio dove fu diffuso il micidiale Sarin. Nessuno crede che nel nostro Paese possa verificarsi un evento del genere ma i tratti percorsi dai treni, soprattutto quelli sotterranei, vengono comunque ritenuti ad alto rischio. Obiettivi possibili anche i luoghi affollati e per questo sono sotto controllo i teatri come l'Auditorium di Roma o il San Carlo di Napoli e le altre strutture al coperto dove vengono organizzate manifestazioni. La lista comprende anche i luoghi di culto e soprattutto Città del Vaticano dove è stata intensificata la presenza di agenti in divisa e in borghese.
LA PROCEDURA - In caso di "evento straordinario" il Dipartimento ha fissato le regole di intervento e ha già addestrato le squadre speciali per fronteggiare l'emergenza nucleare o chimica. La procedura prevede l'immediato isolamento del luogo contaminato, la cosiddetta area rossa . In caso di persone ferite o comunque esposte agli agenti chimici o radioattivi, la squadra deve impedire il loro allontanamento o comunque il contatto con altri individui. Per questo va immediatamente creato un ulteriore cordone, la zona gialla , che deve essere subito evacuata e attrezzata per i primi soccorsi. Intorno sarà costituita la zona verde , detta area di sicurezza, anch'essa presidiata da agenti. Tutto il personale è stato munito di tute, guanti, caschi e mascherine per impedire il contatto con le sostanze pericolose.
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