RITI SATANICI A CECINA

Sorpresi a notte fonda in una fabbrica abbandonata dieci uomini e quattro donne fra i 20 ed i 50 anni (ma c'era anche una ragazzina di 17 anni); incappucciati e coperti da lunghe tuniche nere, circondati da amuleti, crocefissi, teschi e ossa umane, i satanisti erano impegnati in una cantilena ossessionante, e si torcevano come indemoniati. Cosi' li hanno trovati i carabinieri di Cecina, che li hanno arrestati venerdi' notte del 2 giugno 1995. Cio' che ha maggiormente stupito e' che gli adepti che partecipavano alla messa nera erano dei medici e dei professionisti conosciuti. "Quando ci hanno visti sembravano come sotto l'effetto di una droga, ci hanno abbracciati, urlavano, piangevano", hanno dichiarato i carabinieri. Dopo diversi mesi di indagini e' stata trovata una lapide con un'incisione in tedesco, nascosta in un bosco. Cio' ha spinto a pensare che il coven, cioe' la congrega satanica, abbia ancora adepti sparsi un po' ovunque, pronti a comunicare attraverso codici segreti. Il magistrato Carlo Cardi che ha condotto l'inchiesta e' stato il primo a dichiarare che i 15 fermati erano solo il "primo passo verso un mondo sommerso di gente superstiziosa". Subito dopo la prima retata, i carabinieri hanno perquisito le case dei satanisti, scoprendo che dietro il diavolo non vi e' solo sesso a tinte fosche, ma anche un notevole businness: contratti per mezzo miliardo e diversi giri di soldi sono stati rinvenuti dai militi dell'Arma. Oltre a otto teschi, lapidi, lucchetti, catene, amuleti con Satana, crocefissi spezzati, un vangelo nero per riti diabolici. Nell'appartamento di un insospettabile, c'era anche una bottiglia rosso sangue, il cui contenuto e' rimasto top secret. Denunciati per profanazione e abuso credulita', i 15 sono finiti agli arresti. Il blitz era scattato dopo che qualcuno aveva notato per diverse sere consecutive degli strani personaggi vestiti di nero, accanto ad un capannone abbandonato, ove erano stati approntati dei drappi neri dal significato esoterico; al centro un letto e un altare. Il salone era insonorizzato e finestre ermeticamente chiuse.