Il Piccolo di Trieste
sabato 12 aprile 2003

Astronomi e biologi a caccia di "ET"
C'è vita fuori della Terra? Hack e Boncinelli al convegno della Società astronomica



Quella di ET è soltanto una fiaba, o non piuttosto la rappresentazione buona e buonista di un possibile contatto tra umani ed extraterrestri? Insomma, "Siamo soli o ci sono altre forme di vita nel Cosmo?" A rispondere a questa affascinante domanda, illustrando "il punto di vista della biologia e dell' astrofisica", saranno lunedì alle 18 alla Stazione marittima Margherita Hack ed Edoardo Boncinelli. In una conferenza aperta al pubblico, l'astrofisica che all'Università cittadina è professore emerito e il genetista che dirige la Sissa discuteranno le recenti scoperte astronomiche di sistemi planetari extrasolari e il repentino sviluppo dell'astrobiologia, la scienza che ipotizza forme di vita su altri pianeti. La conferenza di Hack e Boncinelli sarà uno degli eventi che caratterizzeranno il 47.o congresso nazionale della Società astronomica italiana (Sait), in programma da lunedì a giovedì alla Marittima. Imperniato sul tema "Nuovi orizzonti dell'astrofisica italiana", il simposio riunirà a Trieste oltre cento esperti in arrivo da tutta Italia e dall'estero per discutere i più recenti risultati nel settore della ricerca astronomica nazionale e mondiale. Il convegno della Sait, sorta nel 1871 con il nome di Società degli spettroscopisti italiani, è un'occasione annuale di incontro per gli astronomi professionisti ma anche per i non professionisti e per i docenti delle scuole. Organizzato dall'Osservatorio astronomico di Trieste in collaborazione con il Dipartimento di Astronomia dell'Ateneo, con la Sissa e con la Società astronomica italiana, dopo 29 anni il convegno torna a essere ospitato nel capoluogo giuliano in coincidenza con un anniversario significativo: il 20 agosto 1753, 250 anni fa, l'imperatrice Maria Teresa d' Asburgo con una Sovrana Risoluzione istituiva la Scuola nautica, primo centro di istruzione superiore a Trieste: il corso di astronomia tenuto in quelle aule da padre Orlando rappresenta la nascita della ricerca astronomica e più in generale scientifica a Trieste, da cui poi si svilupperà l'Osservatorio astronomico che oggi è parte dell'Inaf, l'Istituto nazionale di astrofisica. Nelle quattro giornate di discussione verrà fatto il punto sull'Osservatorio nazionale Galileo, in funzione alle isole Canarie, e sul progetto Lbt (Large Binocular Telescope) che l'Italia sta ultimando a Mount Graham, in Arizona (Usa). Personaggio di spicco tra gli ospiti del convegno sarà Catherine Cesarsky, direttore generale dell'Osservatorio australe europeo (Eso): si tratta dell'organismo internazionale cui fa capo il Vlt, Very Large Telescope che con i suoi quattro telescopi da 8,20 metri di diametro collocati nel Cile del Nord costituisce oggi il più grande osservatorio del mondo. Tanto il Galileo quanto il Vlt sono in parte "triestini": gli scienziati dell'Osservatorio astronomico hanno infatti partecipato alla realizzazione degli strumenti focali di entrambi gli impianti. Lo stesso vale per le imprese spaziali intraprese, oltre che per l'esplorazione di Marte e del sistema solare, per la misurazione della radiazione cosmica di fondo, temi entrambi di cui pure si discuterà nel corso del convegno. L'Osservatorio di Trieste è particolarmente impegnato nella missione dell'Agenzia spaziale europea che potrà fornire, tra gli altri elementi, informazioni più precise sull'età dell'Universo stimata oggi all'incirca in 13 miliardi di anni. La sede di Trieste sarà il centro di controllo di uno dei due strumenti a bordo del satellite Planck, che secondo le previsioni verrà lanciato nello spazio nel 2007: e proprio ai computer installati nella nostra città arriveranno i dati raccolti nello spazio. Giovedì, a conclusione dei lavori del convegno, gli astronomi si confronteranno sul disegno di legge governativo per il riordino degli enti di ricerca, che interessa nello specifico anche l'Istituto nazionale di astrofisica. A questa tavola rotonda finale parteciperanno i direttori dei tre istituti - l'Istituto di Astrofisica di Frascati, quello di Fisica cosmica di Milano e quello di Radioastronomia di Bologna - che secondo il disegno di legge dovrebbero uscire dal Cnr per passare all'Inaf.
p.b.



Collaborazione: Gildo Persone'