SEMPRE VENTI DI GUERRA

Di M. Campaniolo

Bagdad, 19:43
Iraq, stampa araba: Saddam affida Difesa a figlio Qusai


Saddam Hussein ha affidato al figlio minore, Qusai, tutto il dispositivo di difesa dell'Iraq nel caso di un attacco e di un'invasione. Risulta da un piano pubblicato oggi dalla stampa araba. Se confermata, la decisione è il segnale più esplicito che il 'rais', al potere dal 1979, ha eletto definitivamente il trentasettenne Qusai, e non il primogenito Udai (39 anni), come uomo forte di Baghdad destinato a succedergli.

fonte La Repubblica

Mosca, 17:40
Iraq, Russia: raid su no fly zone contrari a risoluzione Onu


Le continue incursioni aeree angloamericane su obbiettivi iracheni nelle aree sottoposte a regime di interdizione dei voli preoccupano Mosca, perché in questo modo "gente pacifica soffre e vengono distrutte strutture civili".

Recita così un comunicato inviato questa sera all'agenzia di stampa Itar-tass dal ministero degli Esteri russo, nel quale si sottolinea che "l'intensità di questi atti ingiustificati recentemente è notevolmente aumentata".

"La Russia e altri Paesi - dice il comunicato - hanno protestato più volte contro questi bombardamenti, che sono contrari alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e ai principi di rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Iraq stabiliti in queste risoluzioni".

"L'uso della forza non avallato dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu - stando sempre al comunicato - può solo complicare il lavoro degli ispettori internazionali e compromettere gli sforzi della comunità mondiale per una soluzione diplomatica della questione irachena".

Londra, 16:48
Iraq, Straw: britannici lascino immediatamente Bagdad


Il ministero degli esteri di Londra, Jack Straw, ha oggi invitato i cittadini britannici che si trovano in Iraq a lasciare "immediatamente" il paese.

Sulla pagina web del dicastero viene sottolineato che la decisione è stata presa in seguito "all'aumento della tensione nella regione e al rischio di attacchi terroristici". Già da tempo il Foreign office sconsigliava ai britannici di recarsi in Iraq.