Racconta un incubo e viene rinviata a giudizio

Protagonista dell'insolita vicenda una donna di 40 anni, originaria di Latina, che è stata accusata di aver investito e ucciso un'altra signora. La storia di quell'incidente nel marzo del 2001.

Di Nicola Guarino

ROMA - Come in uno spettacolo di Jean cocteau, dove le cose vere e quelle di fantasia si mescolano fino a formare la realtà. Quanto accaduto in un aula del tribunale di Latina è la dimostrazione perà che "il mondo di tutti i giorni" supera sempre quello che si può leggere o interpretare in un giorno solo.Una donna, M.S. di 40 anni, è stata rinviata a giudizio per omicidio colposo, non solo perché il giudice delle indagini preliminari ha accolto la richiesta del pubblico ministero come accade sempre, ma in base a quanto lei stessa aveva raccontato in sogno. E proprio per i ricordi "dettagliati e chiari" della presenza onirica è accusata di aver provocato la morte di Loredana Baldeschi, in seguito a un incidente stradale, uno strano incidente stradale.
La donna finì fuori strada con la propria auto, ma nessun testimone potè raccontare i particolari di quella tragica sera. La carreggiata era ben illuminata e la Baldeschi non soffriva di "colpi di sonno". E anche se l'auto non procedeva ad altà velocità l'impatto le fu fatale. Ma il caso, con tutti i suoi interrogativi, finì presto in archivio. Qu alche giorno dopo la morte, però, M.S. si presentò dal fratello della vittima e gli raccontò di aver sognato la scena dell'incidente, come se fosse stata presente, come se lei avesse tagliato la strada alla vittima. Un racconto pieno di dettagli che potevano conoscere solo gli inquirenti. L'uomo decise così di ascoltarla una seconda volta, a distanza di qualche giorno, portando con sè un piccolo registratore nascosto. Qualche tempo fa, dopo aver consegnato il nastro di quella conversazione in Procura, ha ottenuto la riapertura del caso. Il 6 giugno prossimo la donna che sognò, raccontò e finì accusata comparirà davanti al giudice, e lì dovrà dimostrare che le sue parole sono frutto unicamente di sesto senso.