VIAGGIARE CON L'ANIMA

Sebbene i fenomeni di sdoppiamento e bilocazione siano accettati con molte riserve dal grosso pubblico (e negati dalla scienza canonica), a loro supporto esistono molte autorevoli testimonianze.

Il poeta tedesco Johann Goethe, in Poesia e verità, ricorda un curioso episodio di cui fu protagonista: "Cavalcavo lungo il sentiero per Drusenheim, quando mi sopraffece un presagio fra i più strani. Vidi cioè me stesso, con gli occhi della mente e non nel corpo, venirmi incontro per la stessa via, a cavallo. Vestivo un abito che non avevo mai indossato, grigio-azzurro con fregi d'oro. Quando mi riscossi, la figura era scomparsa. Lo strano è che, otto anni dopo, mi ritrovai, col vestito del sogno che mi ero messo per caso, sulla stessa strada...".

Anche Byron e Shelley ebbero esperienze di sdoppiamento, ed Ernest Hemingway si trovò a volteggiare al di sopra del suo corpo ferito da una granata, durante la Prima Guerra Mondiale. "Andai fuori veloce, con tutto me stesso. Poi galleggiai e invece di procedere mi sentii scivolare indietro. Respirai ed ero indietro...". Una descrizione per certi versi simile alle esperienze di pre-morte, in questo caso però senza il classico attraversamento del tunnel. In tempi più recenti, persino personaggi famosi come la rockstar tedesca Nina Hagen sostengono di avere provato l'uscita fuori dal corpo.

La similarità di questi fenomeni, volo astrale, pre-morte e sdoppiamento, è facilmente comprensibile secondo le dottrine indù. Se si parte dal presupposto che esista una scala di corpi che, dalla materia arrivano ai più alti piani spirituali, allora è logico ritenere che i meccanismi di separazione dal corpo fisico siano sempre gli stessi.

La dissociazione dal corpo materiale, a detta degli esperti, avviene più frequentemente quando siamo molto rilassati (come durante la meditazione o poco prima del sonno profondo) o, paradossalmente, quando siamo così distrutti e stressati al punto che i nostri sensi non ci rispondono più.

In quel momento si avverte un improvviso ed inaspettato senso di libertà, di serenità e di pace, offuscato soltanto dalla momentanea paura di essere morti o di non riuscire più a rientrare nel proprio corpo. A detta dei viaggiatori astrali la prima sensazione che si avverte è un'improvvisa rigidità del corpo, come una catalessi, poi un senso di leggerezza ed infine la consapevolezza di non essere morti, ma di essere entrati in un'altra dimensione, quella dello spirito.

La comprensione del fatto che non esiste la morte fisica sarebbe dunque il significato profondo delle esperienze fuori dal corpo.