Cari amici, cortesi colleghe, la prima reazione che potreste avere è una forte rabbia, per cui Vi chiedo di mantenere al calma e di reagire con lucidità e fermezza, senza lasciarsi andare allo sconforto.

Il file viene immesso sulla lista NoChip, ma può essere ricopiato e distribuito liberamente, citando l'autore MATTEO TENAN, segretario dell'USAC - E-mail: labor@global.it

INSERIMENTO DI CHIPS DAPPERTUTTO

Una nuova proposta dei pianificatori del futuro altrui è quella di inserire un microchip o più in tutti gli oggetti che possano essere comprati e venduti o noleggiati e di uso quotidiano o meno frequente.

Siccome molte persone non vogliono farsi mettere un microchip nel cervello o in un'altra parte del corpo, forse a causa della cagnara messa in moto da alcuni ultras dell'ufolgoia, tra cui i ragazzi terribili dell'USAC, i fautori della "modernizzazione" altrimenti chiamata "Nuovo Ordine Mondiale" hanno pensato bene di appiccicare dei microchips su tutti gli oggetti. Quando e se la fase sarà conclusa, ogni persona o animale o pianta sarà circondato/a da decine e decine di questi congegni in ogni istante DELLA propria vita.

IL BORG 24 ORE

Procedo ad una rapida recensione dell'inserto @lfa del quotidiano economico Il Sole 24 ORE del giorno 14/03/2003.

La prima pagina si apre col titolo "Controllo totale"

"L'industria e la grande distribuzione si preparano ad applicare chip radiotrasmittenti su miliardi di beni di largo consumo: i prodotti saranno monitorati in tutto il percorso dalla fabbrica alla casa dell'acquirente, con risparmi logistici e benefici per i consumatori"

In sintesi l'articolo introduce l' RFID che è un acronimo di "Radio Frequency Identification" che dovrebbe mandare in pensione il vecchio codice a barre, così come il microchip sottocutaneo ha mandato in pensione il numero che veniva tatuato sulle braccia.

L'RFID è costituito da una pellicola sottile adesiva che trasmette un codice che contiene varie informazioni dalla qualità del prodotto al prezzo alla provenienza, la quantità, etc.

Non è fantascienza, ma realtà precisa LAURA LA POSTA, autrice dell'articolo. Basta entrare nella libreria Mondadori in corso Vittorio Emanuele a Milano, aprire un libro, per esempio l'OSCAR MONDADORI ANGELI, DEI, ASTRONAVI scritto da ROBERTO PINOTTI e scoprire che sotto al codice a barre c'è un microchip piatto adesivo: un'etichetta elettronica che trasmette il suo numero distintivo in radiofrequenza. E che presto sarà applicata su beni di largo consumo.

La presidente della ARNOLDO MONDADORI SPA è la Signora MARINA BERLUSCONI.

Il quotidiano il Sole 24 ORE che è l'organo della CONFINDUSTRIA mette in evidenza i vantaggi di questo sistema, per promuoverne la diffusione:

Secondo FORRESTER RESEARCH, a fronte di investimenti ammortizzabili in un anno, le imprese possono conseguire risparmi e recuperi di efficienza anche del 10% su magazzino,. Distribuzione, amministrazione, i gestori dei supermercati non correranno il rischio di andare sottoscorta, perché ogni scaffale avrà la sua ricetrasmittente collegata col computer, mentre i consumatori non dovranno fare la coda, non avranno il rischio di comprare della merce guasta.

Ora che gli standard tecnici sono stati rilasciati dall'auto-Id center del MIT di BOSTON le aziende della microelettronica potranno produrle in serie.

Ma questo è solo un esempio di una nuova generazione di sensori che saranno impiegati ovunque e che regaleranno i cinque sensi agli oggetti inanimati.

In un altro articolo "La realtà catturata online" di Glover Ferguson, capo scienziato alla Accenture il concetto viene ripreso e non è per nulla tranquillizzante: "... saremo testimoni di sviluppi audaci, come la tecnologia che consente agli oggetti inanimati di sentire, ragionare comunicare e anche agire. Andremo sempre di più verso una realtà dove quasi tutti e tutto sono online o perennemente interconnessi, al di là dei confini dei tradizionali personal computer. Perfino al realtà stessa sarà catturata online, perché ctecnologie sempre più potenti consentiranno l'utilizzo intelligente idi enormi quantità di informazioni."

Continua spiegando che siccome deve scegliere una siola tecnologia sceglie l'RFID, perché altamente significativa e di impatto.

Un riquadro laterale ci informa che la Società SCO GROUP (ex CALDERA) della UTAH ha fatto causa all'IBM, chiedendo oltre un miliardo di dollari per violazione di copyrights su UNIX. La IBM avrebbe usato dei codici sorgente di UNIX della Sco per integrarla dentro dei programmi in LINUX.

A pag. 2 Si trovano altri dettagli nell'articolo "IN quell'etichetta nuova linfa all'It"

la tecnologia risale alla Seconda guerra mondiale: gli trasponditori consentivano via radio di d'identificare gli aerei amici e di distinguerli da quelli nemici.

MARIO CIANFONE enfatizza un altro vantaggio: in un momento di crisi degli investimenti in infrastrutture informatiche, promettono nuovi affari per i produttori di hardware, software e microchips per l'apertura di un mercato nuovo. Oltre ai vantaggi per la gestione dei magazzini, già sciorinati prima.

Vengono nominate altre ditte impegnate in questi progetti: La TEXAS INSTRUMENTS produrrà i chip, la SUN MICROSYSTEMS vuole fare il software.

La PROCTER & GAMBLE che è co-fondatrice dell'Auto-Id Center presso il MIT ha già testato i chip RFID in via sperimentale sui flaconi di SHAMPOO PANTEN e sui pannolini BOUNTY, Poi ci sono la COCA-COLA, la compagnia EXXON della famiglia ROCKEFELLER, che usa un pass RFID per fare rifornimento senza passaggio di contanti (una specie di TELEPASS), le farmacie USA CVS, i grnadi magazzini WAL-MART, la GILETTE, la JOHNSON & JOHNSON. Ma c'è anche il servizio Postale degli Stati Uniti, che userà 205 miliardi di chip, così saranno sicuri di non perdere la posta (e la privacy invece s'è persa tanti anni fa quando è nata la NSA).

Anche la PHILIP MORRIS gigante del settore alimentare e delle sigarette ha prenotato 25 miliardi di CHIPS. Chissà se metteranno un RFID anche sulle bare dei morti per cancro ai polmoni che fumavano le sigarette o i sigari della PHILIP MORRIS?

In ITALIA i gruppi PRADA e BENETTON sono impazienti di applicare questo sistema. La famiglia trevigiana ha idee politiche differenti da quelle di MARINA BERLUSCONI, ma se ci sarà un'intesa bipartisan sull'applicazione dei microchips sulle schede elettorali e sui certificati elettorali, oltre alla cata d'identità elettronica, allora la SEGRETEZZA del VOTO andrà definitivamente a farsi friggere.

La catena di mobilifici KITCHEN INC. Dichiara di aver risparmiato oltre 16,7 milioni di dollari, grazie al microchip.

I chip finora già utilizzati in questa fase sperimentale sono stati prodotti da una Società che si chiama Alien Technology.

Chissà a chi volevano fare riferimento con questo nome? Forse agli immigrati clandestini messicani? Oppure a quelli cinesi?

In alto ci sono varie tabelle ed uno schema del chip RFID in cui si vede un microprocessore, un connettore con l'antenna ed una antenna che in realtà è una bobina piatta di TESLA, che anziché essere circolare è rettangolare con gli angoli smussati, il tutto annegato in un substrato flessibile isolante.

GIUSEPPE CARAVITA va oltre in "Dal Telepass ai processori come granelli di polvere"

Anche l'ambiente fisico diventa "INTELLIGENTE" e "attivo" "Passate davanti alla statua del David a Fiernze e il vostro telefonino vi avverte che è disponibile per Voi la narrazione della storia del Rinascimento fiorentino, un profilo di Michelangelo, altre visite per continuare il percorso".

Sai che palle!

"Oppure in un ospedale, un segnale si accende e segnala all'infermiera che un neonato ha la febbre alta perché il sensore ha rilevato un improvviso aumento della temperatura."

È un classico la pubblicità che ha per target le mamme "Care mamme non state in pensiero fate chippare il Vostro bambino/la vostra bambina, così se sta male il Vostro cellulare si mette a suonare, oppure se lo rapiscono i cattivoni con il microchip la polizia ve lo ritroverà." È stato un leit-motiv per la pubblicità del DIGITAL ANGEL e del VERICHIP, che ha visto in ITALIA anche ALESSANDRO CECCHI PAONE tra gli strilloni d'alto bordo per convincere le mamme a chippare la prole.

Viene intervistato LUIGI LICCIARDI Vicepresidedente per la Divisione System on chip del Tilab di TELECOM Italia di TORINO

Il campo si divide in 2 parti quelle passive come le RFID e le etichette attive.

Gli e-tag attivi saranno un detonatore per una nuova generazione di servizi per i gestori celòlulari nell'area della localizzazione delle persone e della sorveglianza, Ma anche nelle ancora inesplorate possibilità di rendere informato l'ambiente fisico....."

Impariamo inoltre che il buon vecchio Telepass è una soluzione di etichetta attiva che ha già dato luogo ad un servizio ampiamente utilizzato e provato.

Il Tilab lavora con collaborazioni multiple, come con il Mit-medialab (che ha lanciato un progetto sul "networked physical world" e con il Center for Wireless communications dell'Università di Berkely, dove sono nati i prototipi di "smat dust" (polvere "intelligente") piccoli microsensiori radio ingrado di catturare informazioni e inviarle ai centri di controllo".

Mi vengono alla mente 2 situazioni: 1 è una pubblicità recente dell'IBM in cui c'è una polvere rosa magica che servirebbe per riparare i server, buttandogliela sopra, ma quelli dell'IBM non ne hanno bisogno. Poi mi viene in mente una frase di DANIELE DELLERBA detta il 1/2/1998 a casa del Prof. SEBASTIANO DI GENNARO, in mia presenza. [Gli alieni - sottinteso dalla frase precedente] ... possono mettere un impianto della grandezza di un acaro nella sede dell'USAC e così sapere tutto quello che voi fate."

LUIGI LICCIARDI si sbizzarisce sulle possibili fonti di energia per alimentare le etichette attive:

- MICRO-BATTERIE

- Chip fotovoltaici

- Dispositivi cinetici non dissimili dagli dai bilancieri degli orologi automatici, ma attivi su chip di silico micro-m,eccanici

- Celle a combustibile iper-miniaturizzate che in teoria potrebbero durare anche 15 anni

Tanto per stare sul complicato perché non un reattore nucleare nordcoreano ultra-rimpicciolito.

"La ricerca si sta orientando verso forme di trasmissione non molto lontane dall'attuale standard WI-FI delle reti locali radio e questo consentirevbbe las disponibilità rapida dei terminali e l'uso di tutto il patrimonio software di Internet".

Qui ribadisco ancora una volta che le frequenze in uso per i sistemi WI-FI a 2,4 GHz ed a 4,8 4,9 GHz possono essere dannose per ikl DNA umano e cancerogene

A pag. 3 c'è un'intervista a KEVIN ASHTON di LAURA LA POSTA intitolata "Dremo la vista ai pc".

KEVIN ASHTOM è la mente organizzativa dell'Auto-id center del MIT.

Nella mia conferenza di Ottobre 2002 intitolata Energia ed Antigravità osservai che BUSH non solo non rendeva nota la verità sugli UFOs, ma neppure si preoccupava dell'impiego delle scoperte scientifiche a favore dei portatori di handicap e dei non vedenti.

Anche al MIT se ne sbattono completamente degli uomini ciechi e delle donne cieche, ma hanno l'ambizione cheb i computers possano finalmente "vedere" i prodotti e comunicare via rete le loro caratteristiche.

Nella pagina alcune vignette spiegano il ciclo di vita del prodotto dal fabbricante al consumatore, che pafga con una carta di credito pre-registrata all'imballo vuoto che verrà riciclato nel centro apposito, grazie all'infaticabile chip. Così si mette a posto anche la finta coscienza ecologica degli ipocriti.

Nell'intervista ASHTON, ripete molte cose già dette, mi limito a citare le nuove:

Lo standard si chiama EPC (Electronic product code).

Finora i computer sono stati soltanto cervelli privi di sensi. Possiamo solo iniziare ad immaginare quello che sarebbero in grad di fare per noi quando potranno percepire da soli. Migliore riciclaggio dei rifiuti migliore assistenza sanitaria, minore esaurimento delle risorse, robot a più basso costo. Tuttavia tali applicazioni sono lontane alemno di 10 anni. Attualemnte ci concentriamo silla distribuzione di beni a largo consumo.

Non specifica se ci saranno nuove generazioni di armi intelligenti, in cui un computer prenderà autonomamente la decisione di terminare delle forme di vita di disturbo per la società o non soddisfacenti gli standards eugenetici.

LAURA LA POSTA riporta le critiche di alcuni analisti e investori di capitali di rischio, i quali sono preoccupati che questo sia uno standard di transizione in quanto i prosismi transistors saranno su chip organici, così in futuro un si mangia un hamburger di cibo transgenico da MCDONALD e ci sarà un microchip incorporato reisstente ai succhi gastrici e se lo becca e non può essere rilevato da un metal detector o da una TAC. Queste sono mie considerazioni, in quanto LAURA LA POSTA è preoccupanta unicamente dal fatto che ci sia un profitto economico che noi ed i nostri figli/figlie vivremo in un modo totalitoario, liberticida, in cui non ci sarà più nulla di umano non la interessa minimamente.

ASHTOM la rassicura questo standard non bada al fatto che il tag sia di silicio piuttosto che di... salame. (La mia solidarietà ai suini). Comunque le alternaticve al silicio richiedono ancora dai 5 ai 10 anni, ma siccome le ricerche si stanno facendo presso il MIT o presso alcuni dei loro sponsors e quindi quando questa cosa accadrà saranno già pronti a fronteggiarla.

Una previsone: "... una volta che la nostra tecnologia si diffonderà largamente, sbarazzarsene e sostituirla con qualcos'altro sarà queasi impossibile: sarà un po' come tenatare di cambiare tutti i tipi di presa elettrica in Italia con qualcosa di nuovo o decidere che tutti debbano iniziare a guidare dall'altro lato della carreggiata.

LAURA LA POSTA era andata a MONTECARLO al Technology forum board MEETING convocato dalla Società di richio MyQube. Lì il vicepresidente di INTEL RONALD J. SMITH ha precisato che la "regina dei semiconduttori" non entrerà nei tag perché sono una fascia con margini di guadagno troppo bassi (oggi i Rfid sono venduti a meno di 20 centesimi di dollaro ed il prezzo è destinato a scendere. INTEL vuole rimanere sonolo nei settori di continua innovazione del prodotto, mentre questi chip rimarranno imutabili per anni. Lò'unica eccezione è stata quella nel settore automotive dei microchips per l'auto.

In futuro quando cambieranno la tecnologia di produzione ed avranno degli stabilimenti da riconvertire forse faranno dei tag oppure rilanciare settore automotive dei chips per auto.

Attualmente i 2 grossi produttori sono ALIEN TECHNOLOGY e TEXAS INSTRUMENTS e la giornalista LAURA LA POSTA c'è rimasta male: ha paura che non riescano a fare abbastanza chips per applicarli a tutti i numeri de Il Sole 24 OIRE. Poverina.

Un altro giornalista R. AL. Ha racolto altre opinioni sempre a MONTECARLO nell'articolo intitolato "VITTORIO PALMIERI

Vittorio Plmieri del CERN e del myQube afferma sprezzane che si tratta di una tecnologia di transizione e che lui non invesitirebbe neppure un euro su questi tag perché entro 5 annni arriveranno i chip organici.

( Era queloo citato da LAURA LA POSTA)

PIERO MARTINOTTI, consigliere speciale di PASQUALE PISTORIO della STMicroelctronics (ex SGS-THOMSON) ANCH'EGLI PARLA DI COSTI ELEVATI RISPETTO AI chip organici che costituiscono il futuro delle etichette intelligenti.

Infine GIOVANNI COLOMBO vice presidente del TELECOM Italia lab di cui fa parte LICCIARDI, il quale ritiene che si possano integrare con i sistemi di telecomunicazione, ma che comunque in Italia, nonostante MONDADORI, nei beni di largo consumo se ne potrà fare a meno.

Infine la seconda parte di Glover Ferguson

"Destinato a sparire il confine tra realtà e mondo virtuale"

"A tal proposito in Accenture parliamo di "reality online". Tutti e tutto avranno una copia virtuale e il confine tra realtà e mondo virtuale sparirà quasi con la proliferazione dei contenuti digitalizzat. Le tecnologie abilitanti saranno praticamente invisibili, ma ben presenti nella nostra vita e gli oggetti inanimati avranno piccole menti che permetteranno loro di captare, comunciare, agire.

Immaginiamo dei sensori itegrati nelle parti metalliche usate come componenti chiave di un aereo: quanti incidenti si eviterebbero rilevando le prime avvisaglie di guasti o di usura del metallo... Immaginiamo di avere dei sensori sulle punte delle dita: non avremmo bisogno di tastiera per interagire con il pc, basterebbe digitare virtualmente. E sempre grazxie ai sensori un tetyraplegico potrebbe tradurre i movimentidegli occhui e del viso in altrettanti comandi per il computer o per la carrozzina.

Una volta parte integranter della nostra casa, del luogo di lavoro e anche di oggetti quotidiani come i vestiti, i sensori ci consentirebbero di regolare temperatura e umidità dell'ambiente per il nostro confort".

Ovviamente io non ho questi sensori e scrivo con la tastiera e faccio degli errori di battitura. Questa volta li lascio per dimostrare che non sono chippato.

Segue una disserttazione iper-ottimistica sulle paplicazioni al commercio elettronico di queste tecnologie.

GLOVER FERGUSON auspica che con videocamere e micrfoni miniaturizzati e posti ovunque le aziende potranno registrare tutto quello che fanno i dipendenti ed i clienti in tempo realeper servirli in modo più efficiente.

Non ha scritto una sola parola sulla privacy che viene totalmente annullata.

Ci sono altri articoli interessanti e preoccupanti allo stesso tempo, ma per il momento mi fermo, per non essere troppo paranoico.

Comunque il Sole 24 ORE è reperibile anche in molte biblioteche pubbliche, per chi non se la sentisse di remunerare questo modo di fare giornalismo.


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