Saramago a Milano:
"la pace è un'impossibilità"

MILANO -- "Parlando di impossibilità: la pace non è mai esistita e mai esisterà. Parlare di pace sarebbe quindi come rendere possibile un'impossibilità, ma se noi non ne parlassimo ci rassegneremmo e non ne avremmo quindi nemmeno più la speranza". Presentando a Milano il suo nuovo libro "L'uomo duplicato", lo scrittore portoghese José Saramago, Nobel per la Letteratura nel 1998, ha scelto di esprimere le sue opinioni sull'attuale situazione politica mondiale.

Settecento persone assiepate nel caldo della Feltrinelli di Piazza Piemonte hanno assaggiato il nuovo romanzo ma soprattutto le idee di uno scrittore ottantenne che mantiene una gran voglia di dire la sua.

"Ne "L'uomo duplicato" ha spiegato infatti Saramago - non si parla di clonazione come qualcuno ha erroneamente detto, ma di due uomini identici ovvero di impossibilità, come spesso nei miei libri. Ma non voglio raccontarvi troppo, perché questo è anche un libro giallo e vorrei che il lettore vi ci si tuffasse in modo approfondito. Se volete, parliamo un po' di politica".

Tratta di impossibilità, José Saramago, partendo dall'atmosfera che vive negli interstizi fra l'umana esperienza concreta e le sue fantasie la dimensione che da sempre caratterizza la sua scrittura - per affrontare la situazione internazionale con sottile ironia ed educata fermezza.

"Ringraziando i milioni di italiani scesi in piazza il 15 febbraio e tutti i movimenti che cercano di bloccare il trasporto di materiali bellici" José Saramago ripete anche in questa occasione il suo "no" alla guerra, e commenta come l'impossibilità che nel ventunesimo secolo uno Stato possa mettere in pratica "un progetto di impero coloniale" sia invece l'inaccettabile odierna realtà ("gli Stati Uniti sono gli unici ad avere basi militari in ogni Paese del mondo, dovrebbe essere impossibile ed invece esiste").

L'autore di "Memoriale del convento", afferma quindi ancora una volta come stimolare i propri lettori sia il compito fondamentale di uno scrittore, continuando nella ricerca dell'altro che ne "L'uomo duplicato" il protagonista svolge come se il suo doppio fosse un pericolo - e a porre domande anche quando si sa che non ne esiste risposta, "perché tutte le risposte sono nell'aria, bisogna solo fare la domanda giusta".

Un incontro significativo e a tutto tondo che Saramago ha concluso firmando centinaia di copie al pubblico: "Un profondo grazie, perché siete quello che penso voi siete".

Fonte: CNNItalia, a cura di Margherita Campaniolo.