Le difese naturali delle piante
Uno studio sull'Arabidopsis mostra come si protegge dalle condizioni critiche

A cura di Margherita Campaniolo

Per una pianta appena nata, il mondo al di fuori del proprio seme è pieno di pericoli: siccità, vento, ghiaccio o altre condizioni sfavorevoli potrebbero minacciare la sua crescita. Il seme è una vero e proprio guscio protettivo, in grado di tenere la pianta isolata fino al momento in cui deve cominciare a crescere. La decisione di abbandonare questa protezione per cominciare la propria crescita è pertanto molto critica: se venisse presa al momento sbagliato o in condizioni meteorologiche sfavorevoli, il destino della pianta sarebbe segnato.
Questo, almeno è quello che si credeva finora. Una ricerca della Rockefeller University ha mostrato invece che per una pianta c'è anche una seconda possibilità, quella di arrestare la propria crescita anche dopo essere uscita dal seme. Questo arresto dello sviluppo offre protezione contro la possibilità, per esempio, che la pianta germini accidentalmente in condizioni di siccità.
"Una pioggerella potrebbe ingannare una pianta e farla germinare quando non c'è ancora abbastanza acqua nel suolo - spiega Nam-Hai Chua, del Laboratorio di Biologia Molecolare della Rockefeller University - Questo arresto della crescita permette alle piante di congelare il proprio sviluppo fino a 30 giorni."
I biologi hanno identificato nella pianta sperimentale Arabidopsis una proteina responsabile della cessazione di questo arresto dello sviluppo, permettendo dunque di ricominciare la crescita. La scoperta potrebbe avere applicazioni nell'industria biotecnologica del cibo, perchè suggerirebbe nuove strategie genetiche nella creazione di colture resistenti alla siccità.
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