Dalla base di Kourou

Di M. Campaniolo

Razzo Ariane-5, missione compiuta. Un successo tanto più significativo in un momento di difficoltà finanziarie per Arianespace, la società che commercializza i voli del vettore che proprio in questi giorni ha chiesto ai suoi azionisti e ai governi europei un miliardo di euro per poter mantenere gli standard di eccellenza. Oltre ai 550 milioni necessari per i progetti in via di perfezionamento, la società ha bisogno di duecento milioni di aumento di capitale per far fronte a perdite operative e altri duecento come contributo, da parte dei governi, per spese fisse. Tra poco più di un mese, il 27 maggio, il piano di rilancio sarà all'esame della riunione ministeriale dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea. Il vettore europeo prodotto in larga parte nello stabilimento FiatAvio di Colleferro è riuscito a mettere in orbita geostazionaria due satelliti, dopo il lancio dalla base di Kourou nella Guyana francese. Un risultato che nasce da un balzo in avanti della tecnologia, capace di avvicinare il Vecchio Continente agli Stati Uniti, da sempre Paese leader nei programmi spaziali. È un'autentica boccata d'ossigeno quella giunta dall'ottimo risultato di Ariane 5 che - seguita a Colleferro sui maxi-schermi in collegamento diretto con Kourou, la Cape Kennedy della Guyana, da centinaia di esperti e appassionati dello spazio - ha portato fra le stelle due satelliti privati per telecomunicazioni. Insat-3, commissionato dall'Agenzia spaziale indiana, è stato posto in orbita 31 minuti e 15 secondi dopo il lancio, seguito da Galaxy XII (dell'operatore americano Panamsat) che ha centrato il proprio target otto minuti dopo. E' stato superato, quindi, l'"incidente di percorso" del lancio fallito alla fine del 2002. In quel caso, dopo il decollo e un minuto e mezzo di volo senza incidenti, si erano manifestati problemi tecnici. Il razzo, in aria da tre minuti, si era trovato su una "traiettoria errante", perciò da terra fu dato l'ordine di distruzione. Il vettore, con i suoi due satelliti, precipitò nell'Atlantico, a un migliaio di chilometri dalle coste della Guyana. Archiviato il passo falso, per i "postini dello spazio" il 2003 si sta rivelando l'anno d'oro dell'astronautica europea. La missione portata a termine senza problemi rappresenta il secondo successo di Ariane quest'anno e la missione numero 159 del vettore made in Europe da quando è entrato in servizio, nel dicembre '79. Stavolta c'è stato un unico fuori programma, non dovuto al razzo. Il decollo avrebbe dovuto avvenire nella notte fra martedì e mercoledì ma è stato rinviato per eseguire ulteriori controlli su uno dei due satelliti. Con la nuova missione, dopo quattro mesi di stop ai voli, è così ritornato in linea Ariane-5, il vettore più potente della Nasa europea. Le fasi dell'ingresso in orbita dei due satelliti, del peso complessivo di 4,7 tonnellate, hanno dimostrato la piena efficienza della versione di base dell'Ariane-5, messa a punto quattro mesi dopo i problemi emersi nel razzo. In questa circostanza non sono stati aggiunti al vettore i booster, ossia i razzi ausiliari di decollo che fanno salire il carico utile a dieci tonnellate. Accertate le cause, si è corsi ai ripari. L'11 dicembre, infatti, il razzo venne fatto esplodere poco dopo il decollo in seguito a una deviazione dalla traiettoria. E ciò, secondo i risultati dell'inchiesta, a causa di una perdita nel circuito di raffreddamento del motore principale. Nel 2003 Arianespace, perciò, utilizzerà soltanto la versione di base di Ariane-5, in grado di portare in orbita fino a sette tonnellate, mentre la versione potenziata non verrà messa in linea prima del 2004. Una cautela che poggia anche su motivazioni economiche. Nell'incidente dell'11 dicembre 2002 andarono distrutti altri due satelliti, per un valore di 600 milioni di euro. Giovedì ha funzionato tutto alla perfezione e nel cielo artificiale ora splende di nuovo la tecnologia europea. L'Insat-3A, messo in orbita per conto del suo costruttore (l'Organizzazione indiana di ricerca spaziale), assicurerà per 15 anni servizi di telecomunicazioni, trasmissioni di immagini e meteorologia su tutto il subcontinente indiano. Il Galaxy-XII, fabbricato da Orbital Sciences e lanciato su commissione dell'operatore americano PanAmSat, assicurerà (anch'esso per 15 anni) servizi di telecomunicazioni su tutto il territorio degli Stati Uniti, Alaska e Hawaii inclusi.
La Stampa