Clonazione non riuscita
Una decina di geni, che collaborano con Oct4, funzionano male nei cloni derivati da cellule somatiche

A cura di Margherita Campaniolo

Soltanto dall'uno al tre per cento degli animali clonati a partire da cellule adulte, o somatiche, riesce a sopravvivere alla nascita: molti muoiono misteriosamente nelle prime fasi dello sviluppo. Un nuovo studio suggerisce che un gruppo di geni, particolarmente importanti in queste prime fasi, non riesce a riattivarsi nei cloni derivati da cellule adulte. Si tratterebbe di una scoperta che potrebbe aiutare gli scienziati a rimuovere un enorme ostacolo sulla strada della clonazione.
"La maggior parte degli animali clonati dalle cellule somatiche non sopravvive, - spiega Rudolf Jaenisch, ricercatore del Whitehead Institute for Biomedical Research di Boston e co-autore dello studio - mentre quelli clonati da cellule staminali embrionali sembrano presentare molti meno problemi. Volevamo capire perché si verifica questo diverso comportamento". La ricerca è stata pubblicata online sulla rivista "Development".
Gli scienziati sapevano già che fra i geni essenziali al normale sviluppo dell'embrione c'è il gene Oct4, indispensabile per la creazione delle cellule pluripotenti, in grado di formare ogni tipo di tessuto del corpo. I ricercatori hanno allora identificato più di 60 geni espressi nei normali embrioni dei topi, concentrandosi poi nello studio dei 10 geni che si comportano in modo simile a Oct4.
Il gruppo ha clonato due tipi di embrione di topo: uno derivato da cellule staminali embrionali e un altro da cellule somatiche. Osservando l'attività genetica dei cloni, hanno scoperto che i primi esprimevano normalmente tutti i 10 geni, mentre soltanto il 62 per cento dei secondi li esprimeva correttamente.
"La scoperta - afferma Alex Bortvin, principale autore dello studio - suggerisce che altri geni, che agiscono insieme a Oct4 per controllare le prime fasi dello sviluppo, potrebbero esprimersi in modo inefficiente nei cloni somatici".

Fonte: Le Scienze