L'ambiente misura il benessere
Il bilancio verde per capire se la città soddisfa gli abitanti
Ferrara sperimenta la nuova contabilità Cento parametri per capire gli effetti delle scelte di governo. L'Europa approva.


"Fino all'altro ieri per misurare il grado di benessere di un cittadino si prendeva il reddito. Oggi non basta il reddito, servono altri criteri di valutazione. Se sei ricco ma come esci di casa ti rapinano, sei hai dei figli piccoli e non hai dove portarli oppure devi attraversare tutta la città per raggiungere l'asilo, il tuo grado di benessere e di soddisfazione diminuisce". Alessandro Bratti, assessore all'ecologia urbana, parte da questi esempi per spiegare a cosa serve il bilancio ambientale, che Ferrara, prima città in Italia, si appresta ad approvare insieme al bilancio finanziario.
Il bilancio ambientale è uno strumento in più a disposizione di chi governa, di chi decide e di chi controlla (opposizione, cittadini, opinione pubblica) per capire quali effetti concreti producono le scelte finanziarie.
"Proviamo con altro esempio, stavolta molto concreto" dice Bratti. Sfoglia le 49 pagine del suo bilancio e si ferma alla pagina 25, sulla tabella del governo del verde pubblico. Il primo dato informa che a Ferrara ogni abitante dispone di 32 metri quadrati di verde. "E' già qualcosa ma non è molto per capire. E' molto più importante sapere quanto questo verde è realmente accessibile e scoprire che l'81% del verde è a meno di 300 metri di distanza dai cittadini, che è una percentuale di tutto rispetto. Nel prossimo futuro non basterà affermare che sono aumentati i metri di verde a disposizione di ogni abitante per farsi belli, perché se contemporaneamente non saranno aumentati quelli accessibili vorrà dire che non abbiamo investito bene".
Il bilancio ambientale di indicatori ne stabilisce un centinaio. Per misurare il verde altri indicatori sono la qualità delle alberature (attualmente 80% sane e 20% da curare), le aree protette (214 km quadratri).
Accanto al verde sono state individuate altre sette aree di competenza ambientale: sviluppo urbano, mobilità sostenibile, risorse idriche, rifiuti, energia, zonizzazione acustica, sensibilizzazione/partecipazione. Ogni competenza vene parametrata con più indicatori per essere misurabile. Così per le risorse idriche gli indicatori sono i prelievi dalla falda, il consumo di acqua potabile pro capite, le perdite della rete di distribuzione, la percentuale di abitazioni non collegate alla rete fognaria; mentre la mobilità sostenibile viene letta e veriifcata attraverso le giornate di aria accettabile, il tempo medio per raggiungere il posto di lavoro, l'estensione della ztl, i passeggeri sui trasporti pubblici...
"Abbiamo una fotografia di Ferrara come era nel 2001 - continua Bratti - ma non ci siamo limitati a questo. Abbiamo iniziato, sia pur timidamente, a fissare anche qualche obiettivo. Fra un anno si potrà fare una prima verifica e si potranno aggiustare gli obiettivi e individuare nuovi target. Teniamo presente che stiamo sperimentando, che non c'è ancora una legge". Nel settore Rifiuti l'obiettivo centrale riguarda l'aumento della raccolta differenziata: nel 2001 era al 24%, nel 2003 si punta al 35%, per il 2006 si scommette sul 40%.
Alla sperimentazione di Ferrara è interessata la stessa Europa, tant'è che l'idea di redigere il bilancio ambientale è stata sostenuta finanziariamente dall'Unione europea e si è tradotta nel progetto Life-Clear.
All'origine vi è la proposta di legge sulla contabilità ambientale presentata nel 2000 dal senatore Fausto Giovannelli (Ds), cui sono seguite altre analoghe proposte come quella del parlamentare di An Specchi.
Il bilancio ambientale di Ferrara fornisce la metodologia, senza la quale una futura legge non avrebbe gambe per camminare. Al progetto che ha avuto l'ok europeo ha lavorato un gruppo di tecnici comunali, che ha detta di Bratti hanno fatto un ottimo lavoro. "Le sinergie hanno funzionato, il risultato raggiunto è il frutto di una collaborazione tra Ragioneriia, Urbanistica, Lavori pubblici, Economato e Ambiente. Ma è stato possibile realizzare qui questa sperimentazione, azzardare cose nuove e anche perchè la città è sensibile ai temi ambientali e dello sviluppo sostenibile". Bratti si sente ecumenico, scorda per un momento le polemiche sul turbogas, sull'inceneritore e sulla Ztl e nel piatto ambientalista mette tutti: opposizione, cittadini, stampa, amministrazione, sindaco ("che crede nel metodo del confronto e nel valore di Agenda 21 locale"): "Non è così ovunque ed è una condizione che ci dà più forza".
Il bilancio verde, oltre che con i suoi specifici parametri ambientali, legge il bilancio economico-finanziario anche in termini più prosaicamenmte monetari. Nel raffronto tra 2000 e 2001 ha scoperto che la spesa corrente ambientalista (mobilità sostenibile, rifiuti, verde, acqua, energia, campagne di informazione) è salita del 2%, passando da 49,7 miliardi di lire a 50,8; mentre gli investimenti sono aumentati del 127%, passando da 5 a 11,4 miliardi.
I protagonisti di Clear (City and local environmental accounting and reporting) accanto alla capofila Ferrara sono: i comuni di Bergeggi, Castlenovo nè Monti, Cavriago, Grosseto, Modena, Pavia, Ravenna, Reggio Emilia, Rovigo, Salsomaggiore, Varese Ligure; le province di Ferrara Bologna, Reggio Emilia, Modena, Napoli e Torino.

http://www.lanuovaferrara.quotidianiespresso.it/nuovaferrara/arch_06/ferrara/cronaca/uc101.htm

Collaborazione di Margherita Campaniolo.