IL TEMPO
martedì 13 maggio 2003

Dall'Aeronautica alla Specola vaticana, chi sono i segugi dello spazio
Mappe, goniometri e bussole: la caccia agli Ufo è aperta

di FABIO DI CHIO

UFO, cercare per credere. Bussole, goniometro, mappe stellari e planetarie, videocamere, registratore, laboratori chimici, geologi, fisici e anche sacerdoti- filosofi. Oggi chi insegue dischi volanti o ne rileva le tracce dispone quasi dello stesso armamentario che serve per stanare un serial killer e tovare gli indizi in grado di reggere a qualsiasi processo, da quello scientifico e quello teologico. Un esempio tutto romano, il più recente. 12 marzo, 21.20. Dalla terrazza di un condomio nel quartiere Nuovo Salario due luci, una bianca e l'altra color arancio, appaiono immobili sulla linea dell'orizzonte, fisse anche al passaggio degli aerei. Sono tondeggianti, di una luminosità intensa, vivida. Stazionano qualche minuto, poi come sono comparse si dileguano fulminee. Le vede Aurelio Nicolazzo, guarda caso direttore della sede Roma del Centro ufologico nazionale (costituito nel lontano '66), guarda caso salito lì a quell'ora per verificare la sensibilità della sua nuova telecamera. Nicolazzo, 39 anni, è un disegnatore di pagine web, da vent'anni col naso all'insù a caccia di omini verdi su dischi volanti. Ma ha l'obbligo della cautela e un padre ingegnere di formazione e generale (in pensione) dell'Esercito per passione che gli ha insegnato il valore delle scienze esatte e i disordini che può causare la suggestione. La mischela ha prodotto l'ufologo Nicolazzo jr. "Con il sestante - dice - ho stabilito l'altezza degli oggetti, 2 gradi rispetto alla linea dell'orizzonte, e con la bussola ho verificato l'azimut, 295 ovest-nord-ovest". Ma chi sono i professionisti della caccia a Et? In Francia c'è il Sepra (Service d'Expertise des Phenomenes des Rentrees Atmospheriques), una sezione del Cnes (Centre National d'Etudes Spatiales) di Tolosa (Francia), finanziato dallo Stato. In Italia la stessa Aeronatica militare, con il Reparto generale sicurezza che segnala solo un avvistamento di Ufo avvenuto a Roma il 14 marzo del 2001: "Ore 19, oggetto circolare bianco luminoso a 1-2 chilometri di quota". Nella capitale anche il Vaticano ha gli occhi puntati sullo spazio. Dalla specola di Castel Gandolfo padre Maffeo, gesuita, vice direttore dell'osservatorio, fisico coi piedi per terra e l'amore per le stelle, spiega: "Qui ci sono 5 cupole, tre sui terrazzi e due nei giadini di villa Barberini. L'ossevatorio ha lasciato Roma agli inizi degli anni '80 - ricorda - per le luci artificiali che inquinavano il cielo della capitale. Ora anche qui l'oscurità non c'è più, così i cattolici d'America generosi hanno finanziato la fondazione dell'osservatorio vaticano in Arizona, sul monte Graham, a 3.200 metri d'altezza". Ieri si è concluso a Tarquinia il congresso nazionale del Cun. Il presidente è Roberto Pinotti, sociologo. Gli ospiti di tutto rispetto: un generale di Brigata aerea, l'ing. Stefano Breccia consulente Onu per le telecomunicazioni, la ricercatrice Paola Harris, Giorgio Buonvino collaboratore della specola vaticana. Gli iscritti al Cun Lazio sono 300, i simpatizzanti raggiungono cifre a tre zeri, dai 18 ai 60 anni di età. "Gli avvistamenti nel 2002 - spiega il coordinatore Alessandro Sacripanti - sono stati 24, la metà a Roma e provincia". Il Cun Lazio, si avvale della collaborazione professionale del geologo Fabrizio Aumento, intervenuto quando il 7 febbraio del '97 a Tarquinia i tronchi, a partire dalla base, di 95 pini sono stati bruciati da una fonte di calore di forma circolare. Gli scettici parlarono di fulmine globulare (mai visto e solo immaginato), il geologo Aumento non ha saputo spiegare il fenomeno. Insomma, la caccia agli Ufo è ancora aperta.

Collaborazione: Gildo Persone', CISU.