RICERCA: UN ASTEROIDE PER STELIO MONTEBUGNOLI


L'International Astronomical Union (IAU) ha intitolato a Stelio Montebugnoli, dell'Istituto di Radiostronomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna, l'asteroide 14573, per il contributo offerto al successo del primo esperimento intercontinentale di rivelazione di un asteroide in transito nelle immediate vicinanze della Terra. La tecnica piu' efficace per la rilevazione dei near-Earth asteroids (NEA) e' quella radar, in particolare impiegando due antenne paraboliche, una che trasmette grandi potenze in direzione dell'asteroide e l'altra, situata anche a distanze intercontinentali, che riceve l'eco radio riflesso dall' asteroide. Esattamente il sistema utilizzato nel primo esperimento intercontinentale Italia-USA di rilevazione degli asteroidi, effettuato nel dicembre 2001 grazie alla collaborazione tra NASA-JPL, Istituto di Radioastronomia (IRA-CNR) e Istituto Studi Atmosfera e Clima (ISAC-CNR), entrambi del CNR di Bologna, e l'Osservatorio Astronomico di Torino. A guidare questo team e' stato proprio Montebugnoli, con Giordano Cevolani e Mario Di Martino. ''Dall'antenna di Goldstone, nel deserto di Mojave in California - racconta Montebugnoli, responsabile della stazione radioastronomica di Medicina - la NASA ha trasmesso segnali radio monocromatici verso l'asteroide 1998WT24, lontano due milioni di km dalla Terra; segnali poi rivelati dall'antenna VLBI da 32 metri a Medicina, collegata ad un potente analizzatore di spettro ad alta risoluzione ed efficienza. Dopo circa 12 secondi di 'volo' (California-asteroide-Medicina) l'eco e' apparso molto nitido sui nostri schermi, decretando cosi' il successo di questo innovativo esperimento''. Se si troveranno i fondi necessari alla continuazione del programma, questo esperimento potrebbe rappresentare un primo passo verso una rete integrata di controllo dei near-Earth asteroids (NEA) potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta. E questo attraverso una sorveglianza continua, in modo da determinare le orbite del maggior numero di oggetti le cui traiettorie sono prossime a quella del nostro pianeta: proprio a questo fine, nel 1995 e' stata costituita la Spaceguard Foundation, presieduta dall'italiano Andrea Carusi, dello IASF-CNR Roma.

Collaborazione di Enrico Baccarini.