VIOLENZE ALLA DIAZ, TUTTE BALLE

Nella caserma di Bolzaneto non ci sono state violenze né molestie; lo sostiene L'Espresso in un'intervista al pm che ha seguito il caso. Il sostituto procuratore genovese Vittorio Ranieri Miniati allontana subito il sospetto sull'operato delle forze dell’ordine nei giorni del G8 di Genova. "I poliziotti non facevano chiudere il bagno: sono molestie?", chiede Ranieri. E quel ragazzo costretto a subire, nudo, gli apprezzamenti di una donna in camice? "Battute. A meno che non vogliamo considerare molestia lo spogliarsi in infermeria davanti a persone di sesso opposto". "Certo in quella caserma c'era un clima generale di vessazione, i ragazzi sono stati costretti a rimanere in piedi per ore", continua il pm. Ma il quadro non è più quello di una caserma degli orrori.

Spiega Ranieri: "Il ragazzo con la mano rotta è l'episodio più grave tra quelli denunciati. C'è un referto, la testimonianza del medico che gliel'ha messa a posto. Ma non sarà facile dimostrare che il fatto sia successo in caserma". Episodi altrettanto gravi? "Un paio, non di più. Per il resto qualche pugno e qualche schiaffo".

Scrive L’Espresso: "Un bilancio non ancora definitivo, ma certamente meno pesante di quello che avevano lasciato immaginare le denunce nei giorni immediatamente successivi al G8". "Entro febbraio concluderemo le indagini", prevede il magistrato che in un anno e mezzo ha ascoltato un centinaio dei 250 no global transitati da Bolzaneto. Alla fine su 650 guardie carcerarie, poliziotti e carabinieri che hanno operato nella caserma, quanti sono gli indagati? "Un'ottantina. Venti perché facevano parte della catena dì comando, gli altri 60, riconosciuti attraverso le fotografie, in quanto esecutori materiali delle violenze. Tra di loro anche una decina di donne".

Fonte: L'Espresso.