G. W. Bush: Quello che serviva all'America era "una nuova Pearl Harbor" [1]

di John Pilger 9-3-2003; a cura di Simone Cumbo

Due anni fa un progetto ideato dagli uomini che ora circondano George W Bush diceva che quello che serviva all'America era "una nuova Pearl Harbor". I suoi scopi dichiarati sono diventati spaventosamente realtà.

John Pilger :12 dicembre 2002

La minaccia posta dal terrorismo degli USA alla
sicurezza delle nazioni e degli individui è stata
delineata in dettagli profetici in un documento
scritto più di due anni fa e rivelato solo
recentemente. Esso diceva che ciò che serviva
all'America per dominare la maggior parte dell'umanità
e delle risorse mondiali era "un evento catastrofico e
catalizzante - come una nuova Pearl Harbor". Gli
attacchi dell'11 settembre 2001 procurarono la "nuova
Pearl Harbor", descritta come "opportunità epocale".
Gli estremisti che da allora hanno sfruttato l'11
settembre vengono dall'era di Ronald Reagan, quando
vennero costituiti gruppi e "think- tanks" di estrema
destra per vendicare la "sconfitta" americana in
Vietnam. Negli anni '90 venne aggiunto un altro
obiettivo: giustificare il rifiuto di un "dividendo di
pace" seguente alla guerra fredda. Venne costituito il
Project for the New American Century, assieme
all'American Enterprise Institute, allo Hudson
Institute ed altri che da allora fusero le ambizioni
dell'amministrazione Reagan con quelle dell'attuale
regime Bush.

Uno dei "pensatori" di George W Bush è Richard Perle.
Intervistai Perle quando era consigliere di Reagan: e
quando parlò di "guerra totale" erroneamente lo
scartai come pazzo. Recentemente ha ancora usato il
termine nel descrivere la "guerra al terrore"
dell'America. "Nessuna tregua" disse. "Questa è guerra
totale. Stiamo combattendo diversi nemici. Ce ne sono
molti là fuori. Tutto questo parlare sul fatto che
prima andremo in Afghanistan e quindi in Iraq...
questo è il modo interamente sbagliato di considerare
la faccenda. Se noi solamente portiamo avanti la
nostra visione del mondo e la adottiamo completamente
e non proviamo a mettere assieme pezzi di abile
diplomazia, ma facciamo meramente una guerra totale...
i nostri figli in futuro canteranno grandi canzoni su
di noi".

Perle è uno dei fondatori del Project for the New
American Century, il PNAC. Gli altri fondatori sono
Dick Cheney, ora vicepresidente, Donald Rumsfeld,
segretario alla difesa, Paul Wolfowitz, vicesegretario
alla difesa, I Lewis Libby, capo di gabinetto di
Cheney, William J Bennett, segretario all'istruzione
di Reagan e Zalmay Khalilzad, l'ambasciatore di Bush
in Afghanistan. Questi sono i moderni cartisti del
terrorismo americano. Il rapporto originario del PNAC,
Rebuilding America's Defences: strategy, forces and
resources for a new century, era la bozza completa
delle mire americane. Due anni fa esso raccomandava un
incremento nella spesa per armamenti di 48 miliardi
cosicché Washington potesse "combattere e vincere
guerre multiple e simultanee nei principali teatri".
Ciò è accaduto. Esso diceva che gli Stati Uniti
potevano sviluppare armi nucleari "bunker- buster" e
fare di "guerre stellari" una priorità nazionale. Ciò
sta accadendo. Esso diceva che, nel caso Bush fosse
andato al potere l'Iraq avrebbe dovuto essere un
obiettivo. E così è stato.

Per quanto riguarda le presunte "armi di distruzione
di massa" dell'Iraq, esse venivano ignorate, in molte
parti, come la conveniente scusa che sono. "Mentre
l'irrisolto conflitto con l'Iraq procura una
giustificazione immediata", esso dice, "la necessità
di una sostanziosa presenza delle forze americane nel
Golfo trascende il tema del regime di Saddam Hussein".
Come è stata implementata questa strategia
fondamentale? Una serie di articoli sul Washington
Post, dei quali è coautore Bob Woodward, quello del
Watergate, e basati su lunghe interviste con alti
funzionari dell'amministrazione Bush, rivelano come è
stato manipolato l'11 settembre.

La mattina del 12 settembre 2001, senza alcuna prova
su chi fossero i dirottatori, Rumsfeld chiedeva che
gli USA attaccassero l'Iraq. Secondo Woodward,
Rumsfeld alla riunione del gabinetto di guerra disse
che l'Iraq doveva essere "il principale bersaglio
della prima fase della guerra al terrorismo". L'Iraq
venne temporaneamente risparmiato solamente perché
Colin Powell, il segretario di stato, persuase Bush
che "l'opinione pubblica deve essere preparata perché
sia possibile una mossa contro l'Iraq". Come opzione
più facile venne scelto l'Afghanistan. Se la stima di
Jonathan Steele nel Guardian è corretta, circa 20.000
persone in Afghanistan hanno pagato con la loro vita
il prezzo di questa discussione.

L'11 settembre viene ripetutamente descritto come una
"opportunità". Nel New Yorker dell'aprile scorso, il
giornalista investigativo Nicholas Lemann ha scritto
che il principale consigliere di Bush, Condoleezza
Rice, gli disse che aveva convocato insieme alti
funzionari del Consiglio per la Sicurezza Nazionale ed
aveva chiesto loro di "pensare su 'come capitalizzare
su queste opportunità'", che lei paragonava a quelle
del "1945-1947": l'inizio della guerra fredda. Dall'11
settembre l'america ha installato basi nei punti di
accesso a tutte le principali fonti di carburanti
fossili, specialmente in Asia centrale. La società
petrolifera Unocal costruirà una pipeline attraverso
l'Afghanistan. Bush ha strappato il Protocollo di
Kyoto sulle emissioni di gas da effetto serra, gli
accordi sui crimini di guerra della Corte Criminale
Internazionale ed il trattato sui missili
antibalistici. Ha detto che "se necessario" userà armi
nucleari contro stati non nucleari. Sotto la copertura
della propaganda sulle presunte armi di distruzione di
massa dell'Iraq il regime Bush sta sviluppando nuove
armi di distruzione di massa che minano i trattati
internazionali sulla guerra biologica e chimica.

Nel Los Angeles Times l'analista militare William
Arkin descrive un esercito segreto costituito da
Donald Rumsfeld simile a quelli gestiti da Richard
Nixon e Henry Kissinger e messi fuori legge dal
Congresso. Questa "attività di supporto di
superintelligence" metterà assieme le "operazioni
militari segrete della CIA, la guerra
dell'informazione e l'inganno". Secondo un documento
classificato preparato per Rumsfeld, la nuova
organizzazione, nota con il nome orwelliano di Gruppo
Operazioni Proattive e Preventive o P2OG, provocherà
attacchi terroristici che quindi richiederebbero il
"contrattacco" degli Stati Uniti contro paesi che
"danno rifugio ai terroristi".

In altre parole, gente innocente verrà uccisa dagli
Stati Uniti. Questo è una reminiscenza di Operazione
Northwoods, il piano presentato al Presidente Kennedy
dai suoi comandanti militari per una falsa campagna
terroristica, completa di attentati, dirottamenti,
incidenti aerei ed americani morti, per giustificare
l'invasione di Cuba. Kennedy lo rifiutò. Egli venne
assassinato alcuni mesi più tardi. Ora Rumsfeld ha
riesumato Northwoods, ma con risorse impensabili nel
1963 e con nessun rivale globale che possa invitare
alla cautela. Dovete continuare a ricordare a voi
stessi che questa non è fantasia: quegli uomini
veramente pericolosi, come Perle, Rumsfeld e Cheney,
hanno potere. La trama che ricorre nelle loro
elucubrazioni è l'importanza dei media: "il compito
prioritario di portare a bordo giornalisti di fama che
accettino la nostra posizione".

"Nostra posizione" è il nome in codice di menzogna.
Certamente, come giornalista, non ho mai visto la
menzogna ufficiale essere più permeante di oggi.
Possiamo ridere delle inconsistenze nel "dossier Iraq"
di Tony Blair e della goffa bugia di Jack Straw che
l'Iraq ha sviluppato una bomba atomica (che i suoi
seguaci si sono precipitati a "spiegare"). Ma le
menzogne più insidiose, che giustificano un attacco
non provocato all'Iraq e collegano questo a sedicenti
terroristi che si nascondono in tutte le stazioni,
sono continuamente spacciate come notizie. Non sono
notizie, sono propaganda nera.

Questa corruzione rende giornalisti e presentatori dei
meri stupidi ventriloqui. Un attacco ad una nazione di
22 milioni di persone sofferenti viene discusso dai
commentatori liberal come se fosse una materia di un
seminario accademico, nel quale i pezzi possono essere
mossi intorno ad una mappa, come facevano i vecchi
imperialisti.

L'argomento di questi umanitari non è primariamente la
brutalità di una moderna dominazione imperiale, ma di
quanto "cattivo" sia Saddam Hussein. Non vi è
ammissione che la loro decisione di unirsi al partito
della guerra sigilla ulteriormente il destino di forse
migliaia di iracheni innocenti condannati ad attendere
nel braccio della morte internazionale dell'America.
Questa doppiezza non funzionerà. Non si può sostenere
la pirateria omicida in nome dell'umanitarismo.
Inoltre, gli eccessi del fondamentalismo americano che
ora fronteggiamo ci stanno contemplando da troppo a
lungo perché coloro di buon cuore e buon senso non
possano riconoscerli.

Si ringraziano Norm Dixon e Chris Floyd


Reprinted for fair use only


Fonte:
http://freebooter.da.ru/


[1] giapponesi attaccarono a Pearl Harbor alle ore 13
della domenica 7 dicembre 1941. I Servizi americani
intercettarono messaggi e per le ore 8 dello stesso
giorno avevano concluso con certezza che cinque ore
dopo ci sarebbe stato un attacco aereo massiccio a
Pearl Harbor. Avvertirono immediatamente sia i vertici
militari che la Casa Bianca ma l'informativa per la
base fu autorizzata solo alle ore... 13. Ad
autorizzarla per quell'ora fu il gen. Marshall. Vedi
The Puzzle Palace di James Bamford; Penguin Books,
Harmondsworth-Middlesex, England, 1988; pagg. 58-61.
Dopo l'attacco Roosevelt disse che quel giorno
"sarebbe vissuto per sempre in infamia". Certamente.