GLI ESPERIMENTI NAZISTI DEI SERVIZI SEGRETI AMERICANI

Governo ombra: il potere logora chi ce l'ha

Quanto è lecito al potere di uno Stato, in nome della Difesa e della sicurezza nazionale? É ammissibile che i servizi di Intelligence di una nazione democratica, da sempre additata ad esempio di civiltà e tolleranza, possano sperimentare su cavie umane?

Qualche anno fa ci siamo scandalizzati all'idea che Saddam Hussein intendesse negare agli ispettori ONU di visitare le sue fabbriche segrete ove si starebbero costruendo armi nucleari e batteriologiche. Eppure l'America, che per l'occasione ha mostrato i muscoli ammonendo Saddam in nome della pace nel mondo, in passato ha fatto la stessa cosa. E forse anche peggio.

Lo scandalo è scoppiato nel febbraio del 1994, con la neonata amministrazione Clinton. Con ben quarant'anni di ritardo all'umanità di questo pianeta è stato concesso di sapere finalmente che dopo l'ultima guerra mondiale non solo i nazisti, ma anche l'esercito americano, simbolo di libertà rispetto e democrazia, aveva condotto mostruosi esperimenti su cavie umane.

Il primo marzo 1954 il Pentagono aveva dato ordine di evacuare immediatamente tutti i soldati USA dislocati nell'atollo di Bikini. All'ora X sarebbe cominciato l'esperimento "Bravo", il lancio di una delle prime bombe all'idrogeno. Nelle cinque settimane successive il Pentagono ne lanciò altre cinque. La potenza atomica di queste sei bombe superava di ben 3000 volte gli ordigni di Hiroshima. E fin qui, forse, nulla di male. Il delitto stava nel fatto che la popolazione degli atolli vicini non era stata allontanata. Ben 287 isolani rimasero così esposti alle radiazioni mortali, e negli anni seguenti svilupparono cancri e leucemia. Particolare agghiacciante, dodici ore prima dell'esperimento il Pentagono aveva saputo che il vento avrebbe mutato direzione, investendo con le radiazioni le isole più popolose; ma le alte sfere militari avevano deciso di dare il via ugualmente all'esperimento. La clamorosa e scioccante rivelazione è stata data, il 25 febbraio 1994, dall'avvocato Jonathan Weisgall, un uomo che nella sua posizione di legale ha saputo tutelarsi da eventuali "incidenti" che avrebbero potuto tappargli la bocca, e che ha dedicato la vita alla difesa degli abitanti di Bikini. La sua relazione è finita sul tavolo del Congresso, assieme ai dossier del Pentagono, finalmente declassificati. Questi ultimi dimostrano che le radiazioni si sparsero per ben 28 isole e atolli. "Un comportamento criminale" ha commentato Weisgall. "C'erano 20.000 persone nelle vicinanze; non conosceremo mai i danni totali".

LE CAVIE UMANE

Dopo lo scandalo suscitato da questa rivelazione è stato messo a punto uno studio poi sottoposto al deputato George Miller, in cui si dichiarava che fra il 1946 ed il 1962, fino al bando degli esperimenti atomici nell'atmosfera, 66 bombe erano state fatte esplodere nelle isole Marshall, in amministrazione fiduciaria agli USA. Risultato, l'incidenza del cancro nella popolazione locale era di 100 volte superiore al normale.

Il governo americano si scusò dicendo che all'epoca non si conoscevano ancora bene gli effetti della radioattività e che la contaminazione delle Marshall fu dovuta più ad un errore di calcolo che non ad un'azione perfidamente deliberata. Ma poi si scoprì anche che altri scienziati dei servizi segreti avevano utilizzato cavie umane per esperimenti.

Fra il 1946 ed il 1956 alcuni medici della Commissione Energia Atomica (A.E.C.) - un ente che in passato ha persino studiato i dischi volanti per cercare di carpirne il segreto del funzionamento - avevano somministrato di nascosto calcio e ferro radioattivo nei cereali della prima colazione a 19 ragazzi mentalmente ritardati di una scuola statale del Massachusetts. I genitori dei ragazzi down naturalmente non ne erano stati informati. Ricerche analoghe vennero condotte negli ospedali su molti pretesi "diversi": donne gravide, neonati, portoricani. A Memphis, nel periodo 1953-1954 era stato somministrato a sette neonati, questa volta con un dubbio consenso delle madri, ferro radioattivo.

Questi esperimenti venivano probabilmente "giustificati" nelle alte sfere con la scusa che i sovietici stessero facendo altrettanto. Nel 1954 decine di migliaia di soldati e civili erano stati coinvolti nello scoppio di un'atomica sugli Urali. Un intero battaglione, ignaro, era stato mandato nel luogo dell'impatto. Questo, per scoprire la resistenza della popolazione alle radiazioni e, soprattutto, per valutare quanto tempo avessero ancora a disposizione per combattere, prima di morire, i soldati esposti all'esplosione. Un terribile filmato girato all'epoca, trafugato dagli archivi militari, fu proiettato a Parigi nel novembre del 1993.

LATTE RADIOATTIVO

Nel dicembre dello stesso anno Frank Masse, ricercatore al MIT di Boston, confessò di avere somministrato cibi radioattivi a parecchie cavie, perlopiù neonati. I test, proseguiti fino ai primi anni '60, dovevano stabilire se l'organismo dei bebè fosse in grado di assimilare gli isotopi. 49 minorati vennero così sottoposti ad una dieta speciale, a base di latte radioattivo. "Eravamo orgogliosi di quegli esperimenti", dichiarò Masse. "Un nuovo mondo si apriva dinanzi a noi. Non avevamo affatto paura delle radiazioni. La paura è arrivata soltanto dopo". All'epoca non tutti furono favorevoli a questi test criminali. Joseph Hamilton, un funzionario di governo autore di una lettera al responsabile dell'A.E.C. Shields Warren, scrisse: "Sono esperimenti che ricordano quelli di Buchenwald. State attenti. Questi esperimenti umani possono attirare le critiche dell'opinione pubblica che potrebbe paragonarli alle pratiche messe a punto dai nazisti nei campi di concentramento. Sarebbe dunque meglio, nelle nostre ricerche, utilizzare delle scimmie". Ciò nonostante, il Pentagono effettuò complessivamente 204 esperimenti segreti, in aggiunta ai 721 ufficialmente dichiarati all'ONU.

In un rapporto fornito dal ministro dell'Energia, signora Hazel O'Leary, si scopre altresì che gli abitanti di cinque Stati USA siedono sul tappo di altrettanti vulcani: ad Hanford sono nascoste ben 11 tonnellate di uranio arricchito per bombe atomiche; altre 13 si trovano interrate a Rocky Flats, Colorado; 4 a Idaho Falls e 3 a Los Alamos. Inoltre si è saputo che il Pentagono aveva deliberatamente testato armi atomiche sul territorio degli indiani shoshones, compromettendo la piccola comunità di 6000 abitanti, molti dei quali diventati in seguito leucemici terminali.

GUERRA BATTERIOLOGICA

Questi esperimenti di stampo nazista sono in realtà il frutto di quel "governo ombra" di cui ci siamo occupati in più occasioni, e noto ai nostri lettori come "Majestic 12" o "Gruppo Speciale 54/12". É quest'ultimo che fornisce al Pentagono cifre da capogiro per finanziare esperimenti ai limiti della legalità. I proventi di questi soldi derivano, si dice, dal commercio della droga, dal riciclaggio di denaro sporco ma anche da ammanchi voluti nell'erario pubblico. Un rapporto al Congresso del 12 aprile 1994 ha dimostrato l'esistenza di centinaia di pagamenti di "crediti inesistenti" del Pentagono. Ben un miliardo e mezzo scompare ogni anno nel nulla, ufficialmente "per errore dei contabili nel pagare le prebende di militari che non ne hanno diritto o in fatture ed assegni già pagati".

In realtà questi soldi finiscono nelle tasche di chi finanzia segretamente i test con sostanze radioattive, o le guerre batteriologiche. Recentemente i virologi americani si sono mobilitati contro un particolare tipo di virus, gli hanta (se ne accenna persino nel recente film "X-files The Movie"). La lotta contro questi particolarissimi virus è iniziata dopo che sono stati segnalati i primi casi di una sconosciuta malattia con i sintomi di una banale influenza ma di esito letale: i capillari dei polmoni cominciano a perdere plasma, manca il respiro e nel giro di poche ore si muore.

Il primo caso risale al maggio del '94, quando un indiano navaho - guarda caso - fu ricoverato al pronto soccorso dell'Indian medical center di Gallup, Nuovo Messico (lo Stato ove vengono effettuati più test segreti). Il ragazzo aveva la febbre, tosse e dolori vari. I dottori non riuscirono a capire da cosa fosse affetto. La risposta arrivò tre mesi dopo, quando i ricercatori del centro militare di Frederick, nel Maryland, isolarono in un malato un hantavirus, responsabile della morti del giovane navaho. Quasi contemporaneamente, nei laboratori dei Centers for disease control di Atalanta, il virus veniva isolato in una cavia, un topo dalle zampe bianche.

Gli hantavirus, infatti, si trasmettono facilmente proprio grazie ai roditori, portatori sani di una sindrome con febbre emorragica.

Questo malanno, conosciuto da tempo sia in Europa che in Asia che in America, non aveva mai fatto vittime negli States. Non si spiegava, a meno di ammettere un intervento umano programmato, l'improvvisa ed aggressiva mutazione.

LA TOSSINA KILLER

Altrettanto nuova, strana, sconosciuta e micidiale à la tossina killer.

Sino ad ora i casi infettivi conosciuti sono 45, 27 dei quali mortali:

30 decessi in Giappone, 13 in Gran Bretagna, 2 infettati in Italia e 2-300 presunti decessi l'anno in America. Qui il mistero non è costituito tanto dalla malattia, conosciuta da tempo dai virologi, quanto la sua improvvisa "rinascita" e recrudescenza (come è stato per gli hantavirus). "Stupisce il fatto che un germe così raro si sia risvegliato in una particolare area geografica", ha commentato in passato il virologo Dianzani. Abbiamo a che fare con germi mutanti, che compaiono improvvisamente, mutati da vecchi germi relativamente innocui, ma con effetti devastanti. L'elemento curioso è che l'unica multinazionale che è stata capace di mettere a punto vaccino contro il batterio-killer è stata la Rockefeller University, la fondazione più notoriamente coinvolta con il "governo ombra".

Che dietro tutto ciò vi sia qualcosa di poco pulito lo dimostra il fatto che, poco tempo dopo la messa a punto del vaccino, "qualcuno" abbia tentato di uccidere i medici della Rockefeller. Il 27 luglio del 1994 il telegiornale delle ore 9 di RaiUno ha annunziato:"Qualcuno vuole uccidere gli scienziati americani che lavorano sul DNA: caffè avvelenati e gas tossici contro il laboratorio di biologia molecolare dell'Università Rockefeller di New York. Il 6 giugno scorso un gruppo di ricercatori è stato colpito all'improvviso da attacchi di diarrea e vomito. La causa? Caffè avvelenato. Il giorno dopo erano state trovate aperte le valvole del gas usato per gli esperimenti scientifici. Il terzo giorno era stato scoperto un inizio di incendio doloso nel magazzino: qualcuno aveva incendiato una cassa di fazzoletti di carta. Ed infine erano state scoperte delle lettere minatorie che dicevano:'Lasciate il posto o vi uccideremo'. La versione ufficiale e' che qualcuno, all'interno del laboratorio, stia spaventando i colleghi, animato da gelosie personali...". Ma è assai più probabile che all'interno del "governo ombra" vi sia chi mal tollera chiunque cerchi di opporsi alla politica di sterminio programmato del "Gruppo Speciale", qualcuno in grado di intrufolarsi nella zona riservatissima e sorvegliata del quindicesimo piano del palazzo occupato dall'équipe del professor Robert Roeder.

GUERRE FRA AGENTI SEGRETI

Chi sia la controparte lo si può dedurre. Pochi giorni dopo gli attentati alla Rockefeller University, si veniva a sapere che un'altra istituzione notoriamente collegata al "governo ombra", il Laboratorio Livermoore di Edward Teller (ove si è messo a punto il programma sullo Scudo Stellare), ha accusato strani "fastidi". Improvvisamente i potentissimi computers del laboratorio informatico andavano in tilt, dopo che alcuni hackers (pirati informatici) violavano il sistema e riempivano gli hard disk della Difesa con - oltre al danno la beffa - migliaia e migliaia di giochini e foto porno.

I tecnici delle guerre stellari - che in seguito scoprirono che l'azione di boicottaggio era stata possibile grazie ad un traditore interno all'Istituto - trovavano duemila megabites, cioè due miliardi di parole elettroniche, sotto forma di immagini pornografiche, ad intasare il sistema.

L'ENIGMA DELLA MARCONI

Che questa storia non sia purtroppo fantascienza è dimostrato da un altro episodio. É dal lontano 1982 che i tecnici del progetto Guerre Stellari vengono coinvolti in una guerra di spie senza esclusione di colpi. AS farne le spese sono stati, per anni, i tecnici della filiale della Gran Bretagna, la General Electric Company di Londra. Essa comprende scienziati smistati in due grosse ditte britanniche, la Plessey e la Marconi. Ben 25 di questi ricercatori sono morti in circostanze misteriose, scomparsi o 'suicidatisi' con le tecniche più strane e grottesche. Fu nel caso di David Sands che, nel marzo del 1987, avrebbe riempito la propria macchina di taniche di benzina e poi si sarebbe lanciato a tutta velocità contro un muro, o il caso di Arshad Sharif che, nell'ottobre del 1986, si sarebbe legato una fune al collo e ne avrebbe assicurato l'altra estremità ad un albero. Così combinato sarebbe poi salito in macchina, facendo passare la corda attraverso il finestrino, ed avrebbe accelerato tutt'a un tratto, strangolandosi!

Guarda caso, tutti questi ricercatori collaboravano con la Marconi, che notoriamente è una delle principali fornitrici di apparecchiature radar e di dispositivi laser ultramoderni per la Difesa britannica e per il Pentagono. Non solo, in collaborazione con i colleghi della Plessey, questi scienziati lavoravano allo Scudo Stellare e, secondo lo scrittore Sidney Sheldon, "a differenti aspetti della guerra elettronica, che comprende anche la ricerca sugli UFO".

Di tutti questi, dei quali vi risparmiamo i dettagli più horror, ricordiamo che otto sono morti in incidenti stradali, scontrandosi con la macchina, finendo investiti o volando giù da un ponte (in un caso, nell'incidente dello scienziato Keith Bowden, si scoprì che le ruote della sua vettura erano state manomesse); cinque si sono "suicidati" nei modi più strani, in genere respirando monossido di carbonio; due sono scomparsi e sono stati dichiarati ufficialmente morti; sei si sono impiccati; tre sono stati uccisi in circostanze misteriose (uno assassinato in vacanza a Cipro da ignoti; due massacrati in casa "da ladri"); uno è annegato e due sono rimasti folgorati. "Coincidenze?", si domanda Sidney Sheldon, che ha seguito il caso. A queste 27 morti si aggiunge quella di John Ferry, un generale in pensione che non era uno scienziato ma... l'addetto ai rapporti fra la Marconi e la Difesa inglese.

Come si spiegano queste misteriose uccisioni? Forse con il fatto che, proprio come nel film di "X-files", all'interno del "governo ombra" vi siano effettivamente due fazioni in lotta. Da una parte quella che preferisce dominare il mondo con l'uso delle tecnologie satellitari, del laser e dell'informatica; da un'altra parte quella che preferisce i "vecchi" sistemi, come le bombe atomiche e la guerra batteriologica. C'è proprio da stare allegri...